sabato, 07 giugno 2008
PISA. L'Università di Pisa e l'Istituto nazionale di fisica nucleare vanno in orbita per studiare il Big Bang, ossia le origini dell'universo. Sarà lanciato nello spazio l'11 giugno - c'è stato un rinvio di una settimana per ulteriori verifiche sul sistema di lancio - da Cape Canaveral il satellite Glast dove è montato il più grande e tecnologico telescopio mai realizzato. Il suo compito sarà quello di studiare i raggi gamma emanati da buchi neri, supernovae e stelle di neutroni. Il satellite con il suo telescopio di 18 torri, è come fosse una fantascientifica macchina del tempo. «Studieremo le origini dell'universo quando questo era fatto di solo spazio e materia, quando cioè non si erano formate neppure le stelle». A parlare di questa straordinaria missione spaziale della Nasa, è il professor Ronaldo Bellazzini, e lo fa dalla sede dell'Istituto di fisica nucleare alla ex Marzotto di Pisa dove c'è il quartier generale italiano dell'operazione Glast (questo il nome del satellite) e dove si è progettato ed assemblato il cuore tecnologico della missione. «Si tratta del tracciatore al silicio attivo più tecnologico che sia mai stato realizzato - dice Bellazzini - un tracciatore composto da lastre di tungsteno, che ha una superficie di 83 metri quadrati e che vive grazie ad un milione di canali elettronici».

Questo innovativo sistema che azionerà il telescopio ma soprattutto che riuscirà con le sue barre al tungsteno a catturare i raggi gamma, è stato realizzato grazie ai laboratori della Marzotto dove c'è la clean room, una stanza a dir poco a prova di infinitesimale granello di polvere. «Immaginate di mandare questo circuito elettronico grande come un appartamento - spiega Bellazzini - nello spazio dove le temperature oscillano in pochi secondi tra i meno 30 ed i più 50 gradi e dove basta un granello di polvere per mandare tutto in tilt». Ma il vero cuore di questa missione Glast è il team di fisici e ricercatori pisani. «In totale - spiega Bellazzini - tra Università di Pisa con il suo dipartimento di fisica e l'Infn, hanno lavorato al progetto 23 giovani con un'età che va dai 27 ai 32 anni». Alla domanda seguente, e cioè quanto guadagnano queste persone, il prof. Bellazzini risponde con una punta di comprensibile rammarico: «Poco più o poco meno di 1000 euro. E pensare che sono loro l'anima operativa del progetto e proprio questi giovani fisici, neolaureati, dottorandi, ingegneri e ricercatori hanno dovuto risolvere problematiche mai affrontate al mondo».

«Ricordo infatti - continua il docente - che su una delle torri del telescopio abbiamo avuto un problema che appariva irrisolvibile e che avrebbe mandato a monte l'intera operazione. Costituimmo ciò che in gergo viene chiamato un "Tiger Team" composto da 20 ricercatori per metà pisani, per l'altra metà statunitensi. Questo gruppo di persone lavorò giorno e notte per risolvere in tempi rapidi il problema». Il tracciatore realizzato alla Marzotto è stato poi spedito alla Stanford University ed il 5 giugno inizierà la missione di mappatura del cielo per quanto riguarda i raggi gamma. Così come un altro aspetto affascinante dell'impresa è quello di studiare la materia oscura nell'alone della Via Lattea. Quando si parla di ricerca d'eccellenza made in Pisa, la mente corre subito a Galileo Galilei ed Enrico Fermi. Il prof. Bellazzini ci rivela un'altra chicca. «Il satellite nato da un progetto internazionale che coinvolge anche Francia, Germania, Svezia e Giappone, porta l'acronimo di Glast ma è nostra intenzione, se tutto andrà come previsto, di dedicare il nome ad Enrico Fermi». Il satellite Glast orbiterà a un'altezza media di 550 chilometri, impiegando circa 95 minuti per compiere un giro completo intorno alla terra.

Oggi sappiamo che l'universo è sede di numerosi fenomeni di straordinaria bellezza, alcuni dei quali possono originare quantità inimmaginabili di energia. Buchi neri supermassivi, resti di supernovae, stelle di neutroni sono solo alcune delle sorgenti che generano raggi gamma, la forma di radiazione miliardi di volte più energetica della luce visibile. Tutto ciò sarà studiato, esplorato, filmato e fotografato grazie agli scienziati pisani.

di Carlo Venturini
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sabato, 31 maggio 2008

Il ragioniere genovese Giuseppe Piero Grillo, conosciuto come Beppe Grillo è stato scoperto da Pippo Baudo al cabaret milanese “Il Bullone” alla fine degli anni ‘70.
Dopo aver amato e odiato la televisione, il computer e internet (lo ricordiamo nello spettacolo “Time Out” dove ha iniziato con la distruzione rituale di due computer), nel 2005 apre il suo blog (oltre 500mila accessi giornalieri che lo fa diventare uno dei siti più visitati al mondo) e subito vince il premio WWW messo in palio dal giornale di Confindustria - il quotidiano dei Poteri forti italiani - “Il Sole 24 Ore”!
Da allora il blog ha continuato a crescere e oggi, tradotto anche in inglese e giapponese, è diventato fonte biblica di informazioni per milioni di persone. 
Fin qui nulla di strano. La cosa che invece è interessante riguarda il suo editore!

L’editore di Grillo
L’editore di Beppe Grillo oggi è la Società Casaleggio Associati di Milano.
Nella prefazione del libro del 2004 “Web Ergo Sum” scritto da uno dei fondatori della Società, Gianroberto Casaleggio (che ha dato anche il nome alla ditta), Beppe Grillo spiega come ha incontrato quello che diventerà il suo editore di fiducia!
Grillo scrive testualmente: «lo incontrai per la prima volta a Livorno, una sera di aprile, durante il mio spettacolo Black Out. Venne in camerino e cominciò a parlarmi di Rete. Di come potesse cambiare il mondo. (…) Pensai che fosse un genio del male o una sorta di San Francesco (...)  Ebbi, lo confesso, un attimo di esitazione. Strinsi gli occhi. Casaleggio ne approfittò.
Mi parlò allora, per spiegarsi meglio, di Calimero il pulcino nero, Gurdjieff (il famoso mago nero, uno dei maestri del cantautore Franco Battiato, ndA), Giorgio Gaber, Galileo Galilei, Anna di York, Kipling, Jacques Carelman (…)
Tutto fu chiaro, era un pazzo. Pazzo di una pazzia nuova, in cui ogni cosa cambia in meglio grazie alla Rete. (…) Ce n'è abbastanza per rinchiuderlo. E' un individuo oggettivamente pericoloso e socialmente utile»

Gianroberto Casaleggio (interessato a Gurdjieff!) è riuscito dove tutti avevano fallito: convertire Grillo a internet!
Da quell’incontro infatti è nato non solo il blog di Beppe Grillo, ma anche tutti i libri e dvd, come pure e le organizzazioni dei Meet-up!
In soldoni l’immagine mediatica (a 360 gradi) di Grillo viene gestita e controllata dagli esperti della società milanese.
Addirittura Gianroberto sarebbe diventato il consigliere numero uno di Grillo, a tal punto che secondo indiscrezioni, è sua l’idea del V-Day! Quello che ha sparso nel mondo il verbo o virus del V-Day convincendo, attraverso il suo comico portavoce, centinaia di miglia di persone in Italia.
Uomo (Gianroberto) sulle orme del Parsifal dichiara di voler ricercare la vera natura degli uomini”. E così, ad esempio, per le riunioni da sempre ama immergere il gruppo dirigente nel mondo cavalleresco e spirituale della leggenda di Camelot (alla scoperta di quei luoghi ha persino trascorso una vacanza). Usa una tavola rotonda attorno alla quale fa sedere i suoi manager per «parlare liberamente».
Sua è anche la gestione del sito web dell’amicone di Grillo, il Ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro.
E’ arrivato il momento di vedere chi sono questi associati, e soprattutto di cosa si occupano.

La Casaleggio Associati
La Casaleggio Associati, nasce il 22 gennaio a Milano nei pressi della casa di Alessandro Manzoni, da cinque persone (Enrico Sassoon, Gianroberto Casaleggio, Luca Eleuteri, Davide Casaleggio e Mario Bucchich).
La “mission” ufficiale dell’azienda è «di sviluppare consulenza strategica di Rete per le aziende e di realizzare Rapporti sull’economia digitale»

L’Affare Webegg Spa
Per capire il quadro generale, rimanendo però sempre collegati con la Casaleggio Associati , è necessario conoscere la Webegg Spa : un gruppo multidisciplinare per la consulenza delle aziende in Rete, controllata per il 59,8 % da I.T. Telecom Spa (controllata a sua volta al 100% da Telecom Italia.
Ci interessa molto perché:

martedì, 13 maggio 2008
Ciao a tutti,

vi presento il BongoBanner di
Ur Not Free, per chi come me non sopporta le persone che suonano gli Djembè senza esserne capaci inondando le nostre orecchie con suoni fuori tempo e senza senzo.



Inseriscilo sul tuo sito se anche tu sei contro i BONGOLOIDI !!!


Ecco il Codice Html da copiare nel vostro sito:

<a target="blank" href="http://urnotfree.splinder.com/post/17093231/BONGOBANNER!!!"><img src="http://files.splinder.com/03ffca90045e9426c00952a80ce6618b.jpeg"></a>

IMPORTANTE

Chi preleva il codice è pregato di segnalare il proprio sito nei commenti, così potrò avere un'idea di quante pagine esporranno il BONGOBANNER.

NON togliete il link a questa pagina per favore,vi chiedo semplicemente di lasciarlo come rimando all'autore.

Grazie.

 


Creative Commons License

This work is licensed under a Creative Commons Attribution-Noncommercial-No Derivative Works 2.5 License.

domenica, 11 maggio 2008

Un'analisi della manipolazione da parte dei "baluardi dell'informazione", delle fotografie dei "neo-fascisti di Verona". 
Il Corriere della sera e il Messaggero hanno volutamente ritoccato le fotografie originali dei ragazzi di Verona accusati di aggressione, inserendo un particolare non originale, ossia un orecchino nero, quasi un neo, per suscitare un senso di settarismo mescolato ad aggressività. Viene così costruita l’idea della setta "neo-fascista" violenta e razzista, racchiusa in semplici segnali che colpiscono in maniera profonda la psiche umana, magari al fine di creare una psicosi collettiva.

Mentre le notizie scorrono veloci e le facce degli aggressori dominano sulle prime pagine dei giornali, politici e arci-gay si apprestano a definire dei ragazzi i "neofascisti". Tutti si scandalizzano per ciò che è accaduto a Verona in questi giorni, sollevando un’incessante polemica sull’inarrestabile diffusione del nuovo fenomeno del "neofascismo", ultima piaga della nostra annoiata società. È naturale, infatti, che un atto di inciviltà e di barbaria come questo possa suscitare tali emozioni, ma bisognerebbe tener conto che simili episodi si ripetono quotidianamente, in ambienti meno visibili agli occhi del "grande fratello" dei media, come quelli degli extra-comunitari e delle fasce sociali più basse, senza che a loro sia data la medesima considerazione. 
 
Basta vedere cosa internet ci offre, considerando che ogni giorno vengono inseriti centinaia di filmati amatoriali provenienti da tutto il mondo nei quali la violenza gratuita è esibita come "trofeo". Parlare oggi di neo-fascismo, solo perchè assistiamo ad un pestaggio, è solo una manovra di propaganda, un'accusa politicizzata da parte di chi ne vuole trarre un vantaggio. Si nasconde in questo modo una verità più semplice, ossia quella della violenza in aumento che non ha bandiere o credo politico, ma è un male sociale che scaturisce dalla continua perdita di valori somministrata dalla irresponsabilità di questo tipo di politica e dei media, che manipolano l'informazione e così anche il nostro pensiero la nostra vita.
 

Confrontate le immagini delle foto originali e quelle opportunamente manipolate

Foto manipolate da "Il Corriere della Sera" e "Il Messaggero"

Foto originali pubblicate da "La Stampa" e "La Repubblica"

Guardate attentamente le immagini che vi mostriamo, considerando il confronto tra le foto originali e quelle opportunamente manipolate. Come potrete notare, "baluardi dell'informazione" - come il Corriere della Sera, storico quotidiano della "politica di destra" - hanno deliberatamente manomesso le immagini, distorcendole in maniera tale da dare al lettore un messaggio ben preciso. Così, il Corriere della sera e il Messaggero hanno volutamente ritoccato le fotografie inserendo un particolare non originale, ossia un orecchino nero, quasi un neo, per suscitare un senso di settarismo mescolato ad aggressività, ancorato a questo piccolo simbolo. 

Viene così costruita l’idea della setta "neo-fascista" violenta e razzista, racchiusa in semplici segnali che colpiscono in maniera profonda la psiche umana, magari al fine di creare una psicosi collettiva. Saremo davvero curiosi di conoscere l'ideatore di questo subliminale complotto giudaico-massonico, che in modo geniale ed inventivo ha "neificato i neofascisti". Sappiamo bene che i protagonisti sono sempre gli stessi, quelli che creano dei miti e affossano degli innocenti, quelli che creano delle campagne diffamatorie perché pagati per farlo, e dediti solo al proprio tornaconto personale. 

Oggi una disgrazia non e una disgrazia ma un'occasione per portare acqua avvelenata al mulino di turno, e contribuire all’allucinazione di massa. Ieri era il terrorismo la matrice del nemico, domani sarà il neo-nazismo o l’ultra-nazionalismo a dare vita ai nuovi terroristi, per imputare a dei gruppi "ideologicamente deviati" episodi di violenza incontrollabile. Per tale scopo vengono create anche delle nuove parole, delle nuove categorie di pensiero, in grado di classificare le persone, per poi additarle e isolarle. In questo modo si evita di dare un vero volto al male sociale, imputabile al malessere economico e alla continua distorsione della realtà in cui ognuno è calato.

da www.disinformazione.it

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venerdì, 09 maggio 2008
LE SCIE CHIMICHE

PARTE 1

PARTE 2

PARTE 3

giovedì, 03 aprile 2008

Un semplice esperimento per mostrare l'effetto che fa un pacchetto di sigarette al giorno per 20 giorni.           E il risultato è sorprendente
giovedì, 03 aprile 2008

Il più avanzato robot quadrupede sulla terra. BigDog è il maschio alfa della famiglia di Boston Dynamics robot. Si tratta di un robot quadrupedi che cammina, corre, e si arrampica sul terreno accidentato e trasporta carichi pesanti.BigDog è alimentata da un motore a benzina che guida anche un sistema di azionamento idraulico.Le gambe di Bigdog sono articolate come quelle di un animale e consentono di assorbire urti e riciclare energia da un passo a quello successivo.BigDog ha le dimensioni di un cane grande o di un piccolo mulo.Misura 1 metro di lunghezza, 0,7 metri di altezza e pesa 75 kg

INQUIETANTE!!!
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giovedì, 03 aprile 2008
ansa_12633989_35340BOLOGNA - Si è trasformato in un pomeriggio di guerriglia urbana, a Bologna, il comizio organizzato da Giuliano Ferrara e dalla sua lista "Aborto? No grazie" in piazza Maggiore. Circa duemila persone hanno contestato il direttore del Foglio, e quando ha preso la parola ci sono stati scontri fra la polizia e i manifestanti, soprattutto ragazze. Attimi di tensione anche quando Ferrara ha lasciato la piazza. Alla fine sono stati una quindicina i contusi, tutti lievi.
Indignato il commento di Sergio Cofferati: "E' inaccettabile - ha detto il sindaco delal città - che una piazza venga trasformata nel luogo dell'intolleranza. Tutti devono essere in condizione di poter sostenere pubblicamente le proprie tesi e le proprie opinioni e a nessuno deve essere impedito di parlare".

Ferrara è stato accolto in piazza Maggiore da una manifestazione comunque preannunciata alle forze dell'ordine, ma ben più ampia di quanto previsto. Alcuni gruppi femministi e dei centri sociali avevano chiamato a raccolta persone in difesa della legge 194, ma senza aspettarsi che all'appello rispondessero in così tanti: giovani, adulti, donne che hanno coperto di fischi e insulti Giovanni Salizzoni e Matilde Leonardi, candidati alla Camera in Emilia Romagna, che hanno aperto la manifestazione elettorale. Ma è stato quando Giuliano Ferrara ha preso la parola che la situazione è precipitata.

Prima, alcuni manifestanti hanno dribblato il cordone di polizia, hanno tentato di salire sul palco e strappato i manifesti che c'erano attaccati. E mentre Ferrara lanciava le sue parole d'ordine ("L'aborto è una cosa arcaica, squallida, miserabile, ancestrale") dalla piazza sono volati uova, pomodori, monete, bottiglie d'acqua, qualche sasso. Ferrara si è preso un uovo ("Lo prendo come una medaglia" ha gridato), poi ha raccolto dei pomodori e li ha rilanciati in piazza. A quel punto, alla crescente pressione dei manifestanti, il cordone di polizia ha risposto con una carica.

In prima fila c'erano soprattutto ragazze di vent'anni. E a loro sono andate le manganellate. Che qualche poliziotto si sia lasciato andare se ne sono accorti anche i funzionari della Digos, e uno di loro ha fermato con uno schiaffo un agente che se la stava prendendo con troppa violenza con una ragazzina. Tensione anche quando Ferrara ha lasciato la piazza, sempre scortato dalle forze dell'ordine. I manifestanti gli sono andati addosso e ci sono state altre manganellate: sono volate bottiglie e le sedie di un bar della piazza.

Quindi, il giornalista è stato caricato in macchina. L'auto della polizia si è trovata accerchiata dai manifestanti ed è uscita dalla piazza sgommando a forte velocità. La manovra ha ulteriormente esacerbato gli animi: i manifestanti sono saliti sul palco e alcune ragazze hanno improvvisato un comizio in favore della legge 194. La tensione si è a poco a poco allentata solamente quando Ferrara ha definitivamente lasciato Piazza Maggiore.
giovedì, 03 aprile 2008

Fioccano ordinazioni per il dispositivo che emette un suono fastidioso
ma viene udito solo da orecchie giovanissime. Fino a provocare lesioni

este_02153055_34050In Europa rivolta contro 'Mosquito'

Una raccolta di firme e la denuncia del governo belga. Del caso si occuperà la Ue
di TULLIA FABIANI



Un sibilo intenso. Un suono fastidioso che molesta i timpani. E l'assembramento si scioglie, il chiacchiericcio si interrompe, forse resta qualche traccia del passaggio, chewing gum e cicche, ma il peggio è passato: i ragazzi si salutano e si allontanano. Se ne vanno; tornano a casa o cambiano zona. Con un gran mal di testa, le orecchie scosse e la libertà condizionata. Mentre qualcuno esulta: il sistema anti-giovani funziona. Evviva Mosquito.

Già, perché Mosquito è il nome di un dispositivo sonoro, in circolazione da qualche tempo, che, come per gli apparecchi utilizzati per allontanare storni e animali, ha un preciso obiettivo di disturbo: emette infatti un suono estremamente irritante, a una frequenza di circa 17 mila megahertz, udibile soprattutto dai timpani degli under 25. Quello che ci vuole quindi per chi non sopporta la presenza dei ragazzi davanti a negozi e abitazioni, e sostiene di voler evitare schiamazzi e confusione.

ASCOLTA GLI AUDIO

Il caso. A sollevare il problema di questo particolare dispositivo anti-giovani è il ministro francofono per la Gioventù in Belgio, ed ex parlamentare europeo (Pse), Marc Tarabella. E l'occasione nasce da un episodio che qualche settimana fa ha interessato un ragazzo di Liegi. "L'apparecchio - racconta Tarabella - era stato installato fuori da una banca per evitare che gruppi di giovani vi si riunissero di fronte, ma il suono raggiungeva anche una fermata di bus poco distante, colpendo tutti i ragazzi e i bambini presenti. Uno di loro è tornato a casa stordito e con un forte mal di testa e sua madre ha denunciato il fatto".
Una questione che interessa perciò la salute degli adolescenti e dei bambini, ma non solo. "Alcuni medici hanno detto che il dispositivo potrebbe arrecare seri danni all'udito - spiega il ministro - ma accanto a questo rischio c'è una questione di principio che interessa la libertà di circolazione e di associazione dei giovani, perciò è necessario fare il possibile per vietare la commercializzazione e utilizzazione dell'apparecchio".

Finora Mosquito è stato prodotto in Gran Bretagna e Francia e venduto attraverso il web a un costo di circa 1200 euro: a Tolosa, dove viene pubblicizzato e distribuito con il nome di Beethoven, la pubblicità lo presenta come una cosa il cui suono "addolcisce i comportamenti", e migliora la qualità della vita. "Peccato - ironizza - Tarabella - che il compositore sia morto sordo". Ma ironie a parte, il punto è che se al momento risultano venduti solo nel Regno Unito 3500 apparecchi, le richieste sono in aumento un po' in tutti i paesi. In Svizzera è stato ad esempio impiegato davanti a un albergo di Coira e al tribunale cantonale di Liestal. E l'Europa non può stare a guardare.

Le reazioni. Il ministro belga ha chiesto alle autorità di "segnalare la pericolosità dell'apparecchio tramite Rapex, il sistema di allerta rapido della Commissione Ue sui prodotti pericolosi. In questo modo il Commissario europeo alla protezione dei consumatori, Meglena Kuneva, sarà chiamato a intervenire", afferma Tarabella. Inoltre, richieste di sensibilizzazione sul tema sono state inviate a tutti i ministri per le politiche giovanili, tra cui Giovanna Melandri. L'intento è quello di lavorare a un intervento comunitario e transnazionale: la vendita del dispositivo infatti non può essere proibita in un solo paese, perché "si violerebbero le regole del mercato interno europeo, e comunque chi volesse acquistarlo non dovrebbe far altro che recarsi in un altro paese comunitario".

Il Parlamento europeo è stato perciò chiamato un causa e il gruppo del Pse (Partito socialista europeo) ha sostenuto la proposta del ministro Tarabella. "Queste scatolette devono sparire - ha dichiarato il vicepresidente del gruppo Jan Marinus Wiersma - La loro discriminazione a tappeto contro i giovani è scioccante. Se ci sono dei gruppi di adolescenti che creano problemi, la risposta deve essere data da polizia e servizi sociali, non da un uso perverso della tecnologia. È inaccettabile che alcune aziende si arricchiscano trasformando intere aree urbane in zone off-limits per i ragazzi".

Intanto, a contrastare 'Mosquito' ci stanno pensando proprio loro, i destinatari delle onde sonore: un gruppo di giovani belgi dell'Ong di difesa della democrazia 'Territoires de la memoire', ha lanciato una campagna di protesta attraverso il sito www. trianglerouge. be/mosquito, dove è anche possibile sperimentare l'impatto sonoro del dispositivo

PROVA IL SUONO ALLE VARIE ETA'

I ragazzi hanno cominciato a raccogliere firme per proibire l'apparecchio, e in poco tempo hanno raggiunto quota 7.000, quasi tutte arrivate dal Belgio. Ma l'auspicio e che arrivino presto altri appoggi e contributi dai giovani di tutta Europa. Perché è vero che di Mosquito c'è anche la versione buona: quella conosciuta da molti ragazzi come una suoneria di cellulare, utile perché prof. e genitori non possono sentirla. Ma in questo caso è un'altra storia: "Se ogni negoziante mettesse il dispositivo davanti alla sua porta, diventerebbe impossibile camminare per la strada, non solo per gli adolescenti ma anche per bambini - chiosa Tarabella - è un sistema inaccettabile, viola diritti fondamentali e finisce per considerare tutti i giovani come parassiti, anche quelli che non creano alcun problema". E la domanda per loro è: potete accettarlo?
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sabato, 29 marzo 2008
363_Dalai_Lama_tweaked Per gentile concessione della BBC news


Cari Amici,

Dopo decenni di repressione i Tibetani stanno gridando al mondo la loro richiesta di cambiamento. I riflettori dei Giochi Olimpici sono adesso in Cina, ed il leader Tibetano Dalai Lama ha chiesto di far cessare le rivolte con la moderazione ed il dialogo.

In Cina i sostenitori della linea dura attaccano pubblicamente il Dalai Lama--ma molti leader Cinesi ritengono il dialogo la migliore opzione per la stabilita’ del Tibet. Il Governo in questo momento e’ davanti alla alternativa cruciale fra repressione e dialogo, che potrebbe determinare il futuro del Tibet--e della Cina.

Possiamo influenzare questa scelta storica-–la reputazione globale della Cina e’ molto importante per il Presidente Hu, e questi deve sentire da noi che il marchio ‘Made in China’ e le Olimpiadi di Pechino che si avvicinano avranno successo solo se sceglie il dialogo e non la repressione dei falchi. Una valanga fatta con il potere delle genti del mondo si sta muovendo per ottenere la sua attenzione. In una sola settimana oltre 1 milione di persone hanno firmato la nostra petizione, che verra' consegnata nel corso di marce verso le ambasciate Cinesi Lunedi'--sotto per aggiungerti anche tu al grido globale, e poi gira subito questa mail ad amici e familiari:

http://www.avaaz.org/it/tibet_end_the_violence/97.php/?cl_tf_sign=1

L’economia Cinese dipende dalle esportazioni “Made in China” che compriamo tutti, ed il Governo punta a fare delle Olimpiadi di Pechino di questa estate la celebrazione di una Cina nuova e rispettata. La Cina e' anche un paese particolare, in espansione, con un passato tormentato e con ragioni per essere preoccupata della propria stabilita' -- alcuni dimostranti Tibetani hanno ucciso degli innocenti. Ma il Presidente Hu deve comprendere che il pericolo maggiore per la stabilita' e lo sviluppo Cinesi viene dai falchi che vorrebbero piu' repressione, non da quei Tibetani che chiedono dialogo e riforme.

Il popolo Tibetano ha sofferto in silenzio per decenni. E’ venuto il loro momento di parlare--dobbiamo aiutarli ad essere ascoltati.

Con speranza e rispetto,

Ricken, Pascal, Graziela, Iain, Paul, Galit, Milena, Ben e tutto il team Avaaz


CHI SIAMO

Avaaz.org è un'organizzazione non-profit indipendente, che lavora con campagne di sensibilizzazione in modo che le opinioni e i valori dei popoli del mondo abbiano un impatto sulle decisioni globali. (Avaaz significa "voce" in molte lingue.) Avaaz non riceve fondi da governi o aziende ed è composta da un team internazionale di persone sparse tra Londra, Rio de Janeiro, New York, Parigi, Washington e Ginevra.