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Postato da smilejamaica

Pronta una legge ad personam che toglie il valore di prova alle sentenze passate in giudicato.

Il piano B, quello che non gli farà evitare i suoi tre processi, ma almeno lo metterà al riparo dal rischio di una condanna per corruzione giudiziaria, è scattato non appena dalla Consulta è arrivata la (per lui) ferale notizia: il lodo Alfano era stato bocciato. È stato in quel momento che gli uomini di Silvio Berlusconi hanno deciso di tirare fuori dalle secche della commissione giustizia, dove era impantanata da mesi, una norma finora nascosta tra le pieghe della riforma del codice di procedura civile. Una legge ad personam, l’ennesima, che toglie il valore di prova alle sentenze già passate in giudicato.

Quando sarà approvata, e c’è da giurarci che lo sarà, i tempi di centinaia di dibattimenti si allungheranno a dismisura. E tra questi c’è anche quello per la presunta mazzetta da 600.000 dollari versata dal Cavaliere per comprare la testimonianza dell’avvocato inglese David Mills. L’idea della legge nasce infatti all’indomani della decisione del tribunale di Milano di stralciare la posizione di Berlusconi da quella del suo coimputato. Eravamo nell’autunno del 2008. Il processo al premier andava sospeso a causa del Lodo e quindi il collegio aveva deciso di procedere solo contro il presunto corrotto. In febbraio Mills era stato così condannato a 4 anni e mezzo di carcere e, a quel punto, il problema era diventato evidente.

Quel giorno gli avvocati-parlamentari Niccolo Ghedini e Piero Longo si accorgono che il Lodo ha una falla. Grave. Comunque fosse finita davanti alla Consulta il processo contro il premier sarebbe prima o poi ricominciato. E il rischio che ripartisse (o si concludesse) quando ormai l’eventuale condana in cassazione del legale inglese era già diventata definitiva, sembrava altissimo. Non per niente l’appello contro il solo Mills comincerà già domani ed è prevedibile che duri pochissimo, rendendo così scontata una pronuncia della suprema corte nei primi mesi 2010.

Un bel guaio per Berlusconi. Perché con le norme in vigore il giudice del processo all’imputato Berlusconi, dovrebbe solo limitarsi a stabilire se il premier ha dato o meno l’ordine di pagare Mills. Il dibattimento sarebbe insomma rapidissimo. Perché il fatto storico - cioè la mazzetta versata dalla Fininvest all’avvocato inglese - sarebbe già provato dall’eventuale sentenza, o di condanna o di prescrizione, in terzo grado. La legge attuale finisce dunque per mettere il premier in un angolo.

La strategia processuale di Berlusconi, infatti, non può che essere quella di sempre. Chiedere che vengano ascoltati centinaia di testimoni, domandare lunghissime nuove perizie sulla rete di conti esteri gestiti da Mills, far saltare un’udienza dopo l’altra sollevando una serie di legittimi impedimenti parlamentari suoi o dei suoi avvocati. Insomma puntare alla prescrizione. In fondo il Cavaliere non deve non resistere molto. Un’apposita legge, la ex Cirielli, approvata dal centro-destra nel 2005, proprio quando Berlusconi scoprì di essere indagato per il caso Mills, ne ha dimezzato la lunghezza: se il processo contro di lui cominciasse settimana prossima (ma non sarà così) il premier nel giro di circa due anni la farebbe franca. Ventiquattro mesi sono un niente se la norma che toglie alle sentenze il valore di prova sarà approvata. Sono invece pochi, ma forse sufficienti per arrivare fino alla cassazione, se la legge non viene cambiata. Il futuro giudiziario e politico del premier si gioca insomma sul filo dei giorni, anzi delle ore. Berlusconi ha bisogno di tempo. E già domani, quando comincerà l’appello contro il solo Mills, la strategia diventerà evidente. L’avvocato Franco Cecconi, affiancato all’ultimo momento da Alessio Lanzi, un tempo difensore di Fedele Confalonieri e altri uomini Fininvest, chiederà il rinnovo del dibattimento e una perizia sui flussi finanziari esteri del proprio assististo. E tra le sei persone che Mills vuole portare a testimoniare c’è pure il premier.

Berlusconi, che in primo grado si era rifiutato di farsi interrogare, ora dovrebbe raccontare tutti i retroscena di almeno tre incontri avuti, secondo la sentenza di condanna, con l’avvocato inglese. Faccia a faccia, avvenuti anche ad Arcore nel 1995, in cui il Cavaliere promise a Mills 10 miliardi di lire, poi versati, se solo avesse dichiarato di essere il proprietario di una serie di off shore della Fininvest, utilizzate dal Biscione per controllare - di nascosto e in violazione della legge antitrust- la tv criptata, Telepiù. In aula, insomma, sarà battaglia. E lo stesso accadrà nel processo per i cosiddetti diritti Mediaset. Qui il dibattimento era stato sospeso causa Lodo per tutti gli imputati e la prescrizione aveva falcidiato buona parte dei capi d’imputazione. Ma in ballo adesso c’è pure l’onore del premier. Difficile pensare che i media nei prossimi mesi non lo seguano con attenzione. Il rischio è che gli Italiani si rendano conto di come Berlusconi sia accusato di aver “rubato” decine e decine di milioni di euro agli azionisti di Mediaset, gonfiando a dismisura il prezzo di acquisto di film e programmi televisivi. Un po’ lo stesso reato ipotizzato contro di lui nell’indagine Mediatrade, ormai arrivata al deposito degli atti. Un procedimento in cui il capo del governo dovrà spiegare se davvero per quasi trent’anni ha avuto come socio occulto Frank Agrama, un libanese, naturalizzato americano, divenuto talmente ricco grazie all’amico da nascondere sui suoi conti svizzeri circa 100 milioni di euro. E anche questi, secondo l’accusa, erano soldi rubati.

(da Il Fatto Quotidiano n°14 dell'8 ottobre 2009 )
Postato alle 18:18 di venerdì, 09 ottobre 2009
Postato da smilejamaica

 

Saluto di Margherita Hack al meeting dell'UAAR "Liberi di non credere", primo meeting nazionale per un paese laico e civile, svoltosi a Roma il 19/09/2009.


Postato alle 13:38 di martedì, 22 settembre 2009
Postato da smilejamaica


Postato alle 13:46 di giovedì, 17 settembre 2009
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Categorie del post: esteri, stati uniti, storia, giustizia, sicurezza, guerra, video, onu , informazione, censura, libertĂ , non dimenticare, afganistan, ur not free

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Postato da smilejamaica

Ultime dalla Rai, un tempo “servizio pubblico radiotelevisivo”. Martedì sera dovrebbe andare in onda la prima puntata di “Ballarò”, come ampiamente annunciato dagli spot su Rai3 e dai palinsesti pubblicati su tutta la stampa specializzata e non (Giovanni Floris sarà ospite domani sera di “Glob”, chez Bertolino, per lanciare la trasmissione). Invece pare che il direttore generale Mauro Masi abbia proposto, o chiesto, o imposto di rinviare il programma a giovedì sera. Martedì sera, infatti, andrà in onda uno speciale di “Porta a Porta” in prima serata sulla consegna delle prima case ai terremotati dell’Aquila a opera del Caro Leader Silvio Berlusconi. Si dirà: e non ne poteva parlare Giovanni Floris nella sua trasmissione? Certo che poteva. Anzi, era scontato che lo facesse, avendo i suoi inviati nelle zone terremotate d’Abruzzo. Ma evidentemente non garantiva la necessaria dose di servilismo e di enfasi richiesta per l’occasione, destinata a passare alla Storia dell’Umanità come nemmeno la bonifica delle paludi pontine e la battaglia del grano. La celebrazione dell’Evento deve andare in onda senz’alcuna concorrenza né “controprogrammazione” sulle altre reti Rai (Mediaset, probabilmente, manderà in onda marce militari per tutta la durata di Porta a Porta). Una celebrazione autogestita dal presidente del Consiglio e dal suo maggiordomo preferito. Questo dicono i boatos di Viale Mazzini in un’ordinaria domenica di metà settembre. Vedremo nelle prossime ore se la notizia sarà confermata. E, soprattutto, come reagirà – se reagirà – il cosiddetto “presidente di garanzia” Paolo Garimberti.

redazione de Il Fatto Quotidiano

*****

Aggiornamenti (ore 17.30):

Comunicato FNSI su decisione rinvio Ballarò

Il Presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Roberto Natale, comunica:

Il vertice Rai sembra aver smarrito il senso della dignità del servizio pubblico. La decisione della Direzione Generale di spostare “Ballarò” perché nulla infastidisca, nella prima serata di martedì, il “Porta a Porta” speciale dedicato alla riconsegna delle prime case ai terremotati abruzzesi, ha il carattere della propaganda più smaccata, con il servizio pubblico piegato al ruolo di megafono governativo. E’ la stessa Rai che si inventa motivazioni pretestuose per non mandare in onda i trailers di “Videocracy”, che lascia privi di copertura legale gli autori delle inchieste di “Report”, che fa sabotaggio burocratico di “Annozero”. Di una sola cosa bisogna ringraziare il vertice Rai: con queste ripetute azioni di censura sta facendo uno spot dietro l’altro a favore della manifestazione che la Fnsi ha convocato per sabato 19 settembre a piazza del Popolo. E’ sempre più chiaro che ad essere colpito non è soltanto il nostro dovere di giornalisti di raccontare le cose, ma il diritto di un intero Paese a conoscere, a non essere travolto da rutilanti campagne mediatiche. La piazza piena sarà la migliore risposta a questo zelo servile.
Roma, 13 settembre 2009


fonte: http://antefatto.ilcannocchiale.it/2009/09/13/marted%C3%AC_niente_ballaro_per_non.html
Postato alle 15:18 di lunedì, 14 settembre 2009
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Categorie del post: politica, interni, televisione, informazione, censura, libertĂ , telecomunicazioni, governo, non dimenticare, ur not free

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Postato da smilejamaica



Registrazioni fatte da Patrizia D'Addario di alcune conversazioni e telefonate tra lei e Silvio Berlusconi e Gianpaolo Tarantini pubblicate dal settimanale L'Espresso.

Postato alle 15:47 di martedì, 21 luglio 2009
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Postato da smilejamaica

Dicono che quel terremoto permise di costruire il potere di una nuova classe politica, garantendo carriere e fondi grazie alle tangenti della ricostruzione. Dicono che grazie agli oltre tremila morti provocati dalla scossa che il 23 novembre 1980 devastò Campania e Basilicata aprendo ferite sociali e urbanistiche mai risanate una nuova leva di uomini di partito si arricchì. Dicono che tutto venne deciso in base a mazzette e quote di partito, perchè non ci sarà mai una sentenza. Ventinove anni dopo quel sisma terribile, politici e imprenditori sono stati tutti assolti. E questo non perchè la corte li ha riconosciuti innocenti, accogliendo la loro difesa. No, l'assoluzione è scattata per prescrizione: è passato troppo tempo per giudicarli. Un colpo di spugna che segna ancora una volta la drammatica incapacità di assicurare giustizia, garantendo assoluzioni o condanne in tempi umani. Nella lista degli imputati per corruzione c'erano tra gli altri gli ex ministri Paolo Cirino Pomicino, Franco De Lorenzo e Enzo Scotti, attuale sottosegretario agli Esteri del governo Berlusconi; gli imprenditori Eugenio Buontempo e Corrado Ferlaino, patron del Napoli di Maradona. Ma la Corte d'Appello ha potuto solo ribadire quanto deciso dal tribunale sette anni fa: tutti prescritti. Unica eccezione, l'ex presidente della Regione Antonio Fantini condannato a 34 mesi di reclusione. Ma anche questa sentenza non avrà effetti concreti e Fantini ha annunciato il ricorso per dimostrare la sua innocenza. La prescrizione, anche per lui, arriverà prima della giustizia.

da www.spreconi.it
Postato alle 21:02 di mercoledì, 15 luglio 2009
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Categorie del post: politica, mafia, storia, giustizia, sicurezza, informazione, censura, libertĂ , non dimenticare, terremoto, ur not free

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Postato da smilejamaica


Durante la conferenza stampa sul discutissimo scudo fiscale, l'On. Tremonti a microfono aperto, si lascia scappare un insulto al giornalista che gli aveva posto la domanda


Postato alle 18:05 di mercoledì, 15 luglio 2009
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Categorie del post: politica, interni, economia, video, informazione, censura, giornali, governo, non dimenticare, ur not free

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Postato da smilejamaica

PECHINO - La rabbia dei cinesi han è esplosa oggi a Urumqi, la capitale della regione del Xinjiang
sconvolta dalla violenza etnica, costringendo le autorità locali a imporre il coprifuoco dalle 21 locali di oggi (le 15 in Italia) alle 8 locali di domani mattina. Domenica scorsa Urumqi è stata teatro di violenti scontri tra manifestanti della minoranza musulmana degli uighuri e forze di sicurezza. In seguito giovani uighuri hanno attaccato gli immigrati cinesi e danneggiato i loro negozi. Nelle violenze hanno perso la vita 156 persone.

Oggi centinaia di persone si sono radunate nel centro della città, alcune brandendo bastoni e tubi di metallo e hanno cercato di sfondare lo sbarramento delle forze di sicurezza, che hanno faticato a trattenerli. Alcuni giovani hanno gridato "attacchiamo gli uighuri" e hanno lanciato pietre contro i poliziotti. Assembramenti si sono prodotti in varie parti della città, mettendo a tratti in difficoltà il massiccio schieramento di sicurezza. La folla è stata dispersa dalla polizia con un largo uso di gas lacrimogeni. In precedenza erano stati circa 300 uighuri, in buona parte donne, a dare vita ad alcuni tafferugli con gli agenti di polizia. Interrompendo la visita di un gruppo di giornalisti organizzata dal governo cinese, gli uighuri hanno denunciato gli arresti dei giorni scorsi che, secondo l'agenzia Nuova Cina, sono stati 1.434.

Una manifestazione di alcune centinaia di persone è stata dispersa ieri sera dalla polizia a Kashgar, la capitale culturale degli uighuri nell'ovest del Xinjiang. I manifestanti si erano riuniti davanti all'antica moschea di Id Kah. Non risulta che si siano verificate violenze. Testimoni affermano che posti di blocco sono stati istituiti lungo la strada che dal centro della città conduce all'aeroporto.

ATTACCATE SEDI DIPLOMATICHE DI PECHINO ALL'ESTERO - Rappresentanze diplomatiche della Cina in Olanda e a Monaco, in Germania, sono state attaccate a colpi di pietre e cocktail molotov da attivisti filo-uighuri. Lo ha detto oggi il portavoce del ministero degli esteri cinese, Qin Gang, in una conferenza stampa a Pechino. Il portavoce ha precisato che il governo cinese ha "manifestato il proprio disappunto" alle autorità dei due Paesi.

Le manifestazioni di protesta degli uighuri, la minoranza musulmana che vive nel nordovest della Cina, sono proseguite ieri e oggi dopo il massacro di domenica sera, nel quale 156 persone sono state uccise ad Urumqi, capitale della regione del Xinjiang. Stamattina centinaia di persone hanno protestato contro le retate effettuate dalla polizia cinese e hanno chiesto notizie dei loro congiunti. L'agenzia Nuova Cina ha scritto che 1.434 persone sono arrestate e che la polizia "ha cominciato a interrogarle".

La manifestazione si è svolta davanti a un gruppo di giornalisti stranieri che partecipava a un viaggio organizzato dal governo cinese. Non si sono verificati incidenti. Un'analoga dimostrazione è stata dispersa dalla polizia ieri sera a Kashgar, la capitale culturale degli uighuri nell'ovest del Xinjiang, dove centinaia di persone si erano radunate sulla piazza centrale della città.

Oggi Nuova Cina ha annunciato che 15 persone sono state arrestate nel Guangdong, nella Cina del sud, in relazione alla vicenda che ha innescato le proteste sfociate in violenze domenica scorsa ad Urumqi. Alla fine di giugno, almeno due immigrati uighuri erano stati uccisi da operai cinesi in violenze etniche alimentate dalla falsa voce secondo la quale giovani uighuri avevano violentato due ragazze cinesi. L'agenzia non ha precisato quando sono stati effettuati gli arresti. Pechino ha accusato la dissidente uighura in esilio Rebiya Kadeer di aver organizzato la manifestazione di domenica con l' obiettivo ultimo di staccare il Xinjiang dalla Cina. La dissidente ha smentito le accuse e, in un comunicato diffuso su Internet, ha affermato di "non aver mai chiesto a nessuno, in nessun momento, di dimostrare in piazza".

da www.ansa.it

Postato alle 12:38 di martedì, 07 luglio 2009
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Categorie del post: politica, esteri, giustizia, asia, informazione, censura, libertĂ , non dimenticare, ur not free

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Postato da smilejamaica





Nonostante la mia arcinota idiosincrasia con qualunque tipo di religione (a parte qualche minima eccezione per il buddismo) sono sempre stato affascinato da quello che il genio architettonico dei grandi artisti del passato ha regalato soprattutto alla cristinità. Proprio per questo sono sempre andato molto fiero del fatto di aver avuto la fortuna, nella mia vita, di visitare i tre più grandi luoghi di culto del cristianesimo: San Pietro a Roma, Saint Paul a Londra e la Catedral de Santa María de la Sede a Siviglia (che è la più grande cattedrale gotica esistente - salvo smentite).

Tutto questo fino a venerdì scorso. Sì perché ho scoperto che sotto il tappeto marypoppinsiano si nascondeva una magagna grossa grossa. Eh sì, perché pare che le cose proprio così non stiano. Vi è piaciuta la foto d’apertura? E’ bella San Pietro senza tutti quei palazzi che ci sono nei dintorni vero? Sembra quasi che l’abbiano piazzata da un’altra parte, che so, in Costa d’Avorio per esempio.

E invece guarda un po’, scherzando scherzando, pare che veramente sia finita in Costa d’Avorio.

Sì perché tra il 1985 e il 1989 l’allora presidente ivoriano Félix Houphouet-Boigny fece costruire questa gigantesca basilica solo per far piacere alla propria madre. Un’enorme replica della più famosa San Pietro soltanto ancor più grande. Una vera cattedrale nel deserto dove pare che non vada mai nessuno. Forse uno dei più grandi sprechi nella storia dell’architettura mondiale. Al giorno d’oggi neanche il vescovo di Yamoussoukro (la capitale della Costa d’Avorio) risiede lì.

Ma per tornare sul discorso iniziale, quello che mi ha colpito di più di questa storia è stato il fatto che quasi nessuno sapesse un bel niente riguardo all’esistenza di questa basilica, la più grande del mondo. Una sorta di vergogna da tenere nascosta il più possiible. Se cercate infatti in rete troverete come luoghi di culto cristiano più grandi al mondo proprio le tre cattedrali alle quali facevo riferimento all’inizio dell’articolo.

Su wikipedia si dice che la Basilica di Nostra Signora della Pace è considerata dal Guiness dei primati il più grande edificio di culto al mondo, anche se si fa notare come San Pietro abbia più posti per i fedeli, come se questo fosse una sorta di declassamente in riferimento alle dimensioni.

Certo che la Chiesa cattolica fa di tutto per dimenticare questa follia della vanità di un presidente che veniva considerato il saggio d’Africa solo perché era amico degli americani. Pensate che si fece raffigurare come tredicesimo apostolo all’interno della basilica. Vergogna sì, ma non sufficiente a evitare la presenza ufficiale di Papa Giovanni Paolo II alla consacrazione. Presenziò solo a patto che venisse costruito un ospedale vicino alla basilica.

Ad oggi di quell’ospedale c’è solo il primo simbolico mattone e nulla più.

da www.sensopposto.it


Postato alle 03:36 di domenica, 28 giugno 2009
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Categorie del post: vaticano, esteri, economia, religione, africa, informazione, censura, libertĂ , non dimenticare, ur not free

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Postato da smilejamaica

BARI - Barbara Montereale ha 23 anni. È di Modugno. È una bellissima madre single di una bimba di un anno e tre mesi. Sull'avambraccio sinistro ha tatuato: "Sbagliare e soffrire". Ha vissuto per un periodo a Milano con un uomo che, all'epoca era bodyguard di Domenico Dolce.

"Lavoro come modella in un atelier per abiti da sposa", dice Barbara. Ha partecipato a "Uomini e donne" e - aggiunge - ha fatto altre comparsate in tv. "Quando ci riesco faccio la ragazza immagine. Per esempio sono stata Billionerina per tre anni. Ricordo che Fede mi promise di fare la Meteorina. Ci tengo però a dire che non sono una escort".

È Barbara "l'amica modella" con cui Patrizia, nel novembre del 2008, entra a Palazzo Grazioli. È lei la ragazza che "riscontra" con la Guardia di Finanza il suo racconto. È lei che, reclutata da Gianpaolo Tarantini, incontrerà il Presidente una seconda volta, nel gennaio di quest'anno, a Villa Certosa. È lei che, ora, svela "il metodo" del Presidente.

Andiamo con ordine. Ricorda come, quando e chi la introdusse a Palazzo Grazioli?
"Il giorno esatto non lo ricordo. Inizi di novembre del 2008, direi. La mia amica Patrizia mi chiese se mi andava di accompagnarla a una festa a Roma. E io accettai".

Come arrivaste a Roma?
"Non lo ricordo".

In aereo?
"Probabile, ma davvero non ricordo anche perché viaggio molto per lavoro".

Lei pagò per il viaggio?
"No".

Chi pagò?
"Seppi dopo che pagava Gianpaolo Tarantini".

Patrizia le disse che era una festa a casa del Presidente del Consiglio?

Postato alle 12:33 di sabato, 20 giugno 2009
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