Home e Preferiti
Translate
Vauro ad Anno Zero
Cerca nel Blog
News Uaar
Commenti
Informati



Archivio
Ur Not Free Info
Segnalato su
Disclaimer
Feed RSS

Contattami
Contattami su SKYPE
Newsletter
Iscriviti per ricevere via e-mail ogni nuovo post di
Ur Not Free
Post Scelti per Voi
Categorie Campagne
Link amici Feeds Contatore visite
Credits
PECHINO - La rabbia dei cinesi han è esplosa oggi a Urumqi, la capitale della regione del Xinjiang
Categorie del post: politica, esteri, giustizia, asia, informazione, censura, libertà, non dimenticare, ur not free
Il potere ce l’ha chi ha in mano il joystick. Nessun alieno colpirà la Terra. Nessuna creatura mutante mangerà la giapponesina. E voi non vi trasformerete in nessun Matzinger o cavaliere o paladino della giustizia per salvarla. Al contrario, il mostro è proprio chi comanda il gioco. “Mostro”, tra l’altro, è un termine appropriato per definirvi. Altre varianti possono essere: maniaco, psicopatico, malato di mente e chi più ne ha più ne metta.
Sto parlando del videogioco intitolato “RapeLay”, gioco di parole tra “Rape=Stupro” e “Replay=Ripetuto”, ultima novità dei passatempo proveniente dal Giappone in cui il giocatore deve stuprare la prima ragazza minorenne che incontra, le sue due sorelle e, infine, anche la madre. Pensavate di sapere tutto sulla violenza virtuale? A quanto pare uccidere buoni, cattivi, innocenti, vecchi e bambini, o scatenare guerre termonucleari non basta più. E la Illusion, una società specializzata di Yokohama, ha pensato di non rimanere indietro. Nel 2006 ha lanciato questo nuovo prodotto, destinato al solo mercato nipponico, ma per qualche strano motivo è riuscito a varcare i confini dell’Occidente ed a finire ovviamente su Amazon e eBay, finché le proteste di associazioni e autorità in Usa e Regno Unito non sono riuscite a farlo bandire dai due siti Web.
Eppure, nonostante le numerose condanne dalla comunità internazionale in Giappone nessuno si è mai sognato di chiedere alla società produttrice di fermare la distribuzione. Tantomeno l’azienda si è presa la briga di rispondere alle lamentele d’oltreoceano. Nel Paese del Sol Levante i giochi come RapeLay sono liberamente venduti e soprattutto non fanno scandalo.
Un viaggio allucinante in cui le vittime inseguite, molestate e poi violentate, con i vestiti strappati, che gridano e piangono, ci rimandano un’immagine diversa del rapporto orientale con il sesso. “Io Donna” (il femminile de Il Corriere della Sera) ha intervistato recentemente a riguardo Ornella Civardi, esperta di storia e cultura giapponese. Di seguito riporto l’intervista.
Categorie del post: informatica, sicurezza, giovani, video, asia, informazione, telecomunicazioni, non dimenticare
Categorie del post: vaticano, musica, palestina, politica, sport, esteri, scuola, interni, lavoro, economia, stati uniti, mafia, informatica, israele, religione, storia, televisione, giustizia, sicurezza, scienza, ecologia, europa, iran, guerra, africa, satira, giovani, elezioni, video, salute, alimentazione, energia, medicina, irlanda, russia, immigrazione, onu , asia, droga, informazione, banche, razzismo, censura, latinoamerica, nucleare, costituzione, inghilterra, libertà, giornali, università, telecomunicazioni, multinazionali, pena di morte, governo, streaming, petrolio, non dimenticare, privatizzazione, g8 , medio-oriente, ur not free, bongobanner, g20 , salvodinomedifatto, testamento bilogico
KARTHOUM - Il neocolonialismo attacca il Sudan, per questo il governo ha espulso dieci organizzazioni internazionali che hanno cooperato con la Corte penale internazionale (Cpi) che ha emesso il mandato di cattura contro il presidente sudanese, Omar el Bashir, accusandolo di crimini di guerra e crimini contro l'umanità per il conflitto in Darfur. Lo ha sostenuto lo stesso Bashir, durante una manifestazione di solidarietà nei suoi confronti alla quale stamattina hanno partecipato migliaia di sudanesi, riuniti nella piazza dei Martiri, nel centro di Khartoum, in Sudan. Indossando un vestito occidentale di colore azzurrino, invece della tradizionale 'jalabiya' (camicione bianco) con il turbante, ed agitando il 'bastone del comando' in aria, il presidente ha arringato la folla per circa un'ora da un palco allestito in piazza, ed è stato interrotto più volte da motti religiosi come 'Allah U Akhbar' (Dio è grande) e frasi di sostegno ("Con il sangue e l'anima ci sacrifichiamo per te"). "I veri criminali - ha gridato Bashir - sono quelli che hanno commesso crimini nella Striscia di Gaza con armi proibite ed hanno ucciso donne e bambini sotto gli occhi del mondo intero. I veri criminali non siamo noi, ma i leader degli Stati Uniti e dell'Europa". "Sono 20 anni che siamo sotto la pressione del neocolonialismo e di strumenti come la Cpi, il Consiglio di Sicurezza dell'Onu e il Fondo monetario internazionale". Ha perciò chiesto ai "popoli liberi dell'Asia, dell'Africa, del mondo arabo e dell'Europa di formare un grande fronte contro il neocolonialismo e l'egemonia straniera", salutando "la resistenza in Libano e a Gaza". Prima di allontanarsi dal palco, Bashir ha mosso qualche passo di danza ed ha ringraziato Luis Moreno Ocampo, il procuratore presso la Cpi che ha chiesto la sua incriminazione, "per avermi mostrato che dopo 20 anni il mio popolo mi ama così".
Categorie del post: politica, esteri, religione, guerra, africa, russia, asia, informazione, libertà, governo, petrolio, ur not free