asia | Ur Not Free

Home e Preferiti

Translate

Vauro ad Anno Zero

Cerca nel Blog

News Uaar


Commenti

Informati

diffondi

diffondi

diffondi

Il Signoraggio Bancario

Archivio

Ur Not Free Info

My Popularity (by popuri.us)

Segnalato su

Votaci su Net-Parade.it

Add to Technorati Favorites

Disclaimer

Feed RSS

diffondi
http://www.wikio.it

Cosa significa?

Contattami

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Contattami su MSN

Contattami su SKYPE

Il mio stato

Newsletter

Iscriviti per ricevere via e-mail ogni nuovo post di
Ur Not Free

Inserisci la tua Email


Preview | Powered by FeedBlitz

Post Scelti per Voi

Fascist Legacy - "L' Eredità del Fascismo"!!!

GIUSEPPE GATI', LA TRAGICA MORTE DI UN EROE!!!

Pazienza:"Io, Gelli e la strage di Bologna"

Giornata della Memoria....sulla Palestina!!!

Segnaliamo i video a sfondo Fascio-Nazista!!!

Quello che la TV ci Nasconde...

GRAZIE BUSH! GRAZIE AMERICA!

Obama? Seguite i Soldi dell' "UOMO NERO"!!!

Open Cola - La Coca-Cola® fatta in casa identica all'originale!!!

Quando Cuffaro attacava Falcone...

Che cosa c'è di sbagliato in McDonald's?!!!

9/11 : Inganno Globale!!!

PALESTINA: CAPIRE IL TORTO!!!

GUAI A CHI TOCCA PADRE PIO!

Ku Klux Klan e Vodafone !!!

Battezziamo gli Spermatozoi!!!

Categorie

Campagne

ADUC - Boicottiamo Israele!

ADUC - Stop al canone Rai!

ADUC - Stop al canone Rai!

Link amici

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore visite




Credits

Postato da smilejamaica

PECHINO - La rabbia dei cinesi han è esplosa oggi a Urumqi, la capitale della regione del Xinjiang
sconvolta dalla violenza etnica, costringendo le autorità locali a imporre il coprifuoco dalle 21 locali di oggi (le 15 in Italia) alle 8 locali di domani mattina. Domenica scorsa Urumqi è stata teatro di violenti scontri tra manifestanti della minoranza musulmana degli uighuri e forze di sicurezza. In seguito giovani uighuri hanno attaccato gli immigrati cinesi e danneggiato i loro negozi. Nelle violenze hanno perso la vita 156 persone.

Oggi centinaia di persone si sono radunate nel centro della città, alcune brandendo bastoni e tubi di metallo e hanno cercato di sfondare lo sbarramento delle forze di sicurezza, che hanno faticato a trattenerli. Alcuni giovani hanno gridato "attacchiamo gli uighuri" e hanno lanciato pietre contro i poliziotti. Assembramenti si sono prodotti in varie parti della città, mettendo a tratti in difficoltà il massiccio schieramento di sicurezza. La folla è stata dispersa dalla polizia con un largo uso di gas lacrimogeni. In precedenza erano stati circa 300 uighuri, in buona parte donne, a dare vita ad alcuni tafferugli con gli agenti di polizia. Interrompendo la visita di un gruppo di giornalisti organizzata dal governo cinese, gli uighuri hanno denunciato gli arresti dei giorni scorsi che, secondo l'agenzia Nuova Cina, sono stati 1.434.

Una manifestazione di alcune centinaia di persone è stata dispersa ieri sera dalla polizia a Kashgar, la capitale culturale degli uighuri nell'ovest del Xinjiang. I manifestanti si erano riuniti davanti all'antica moschea di Id Kah. Non risulta che si siano verificate violenze. Testimoni affermano che posti di blocco sono stati istituiti lungo la strada che dal centro della città conduce all'aeroporto.

ATTACCATE SEDI DIPLOMATICHE DI PECHINO ALL'ESTERO - Rappresentanze diplomatiche della Cina in Olanda e a Monaco, in Germania, sono state attaccate a colpi di pietre e cocktail molotov da attivisti filo-uighuri. Lo ha detto oggi il portavoce del ministero degli esteri cinese, Qin Gang, in una conferenza stampa a Pechino. Il portavoce ha precisato che il governo cinese ha "manifestato il proprio disappunto" alle autorità dei due Paesi.

Le manifestazioni di protesta degli uighuri, la minoranza musulmana che vive nel nordovest della Cina, sono proseguite ieri e oggi dopo il massacro di domenica sera, nel quale 156 persone sono state uccise ad Urumqi, capitale della regione del Xinjiang. Stamattina centinaia di persone hanno protestato contro le retate effettuate dalla polizia cinese e hanno chiesto notizie dei loro congiunti. L'agenzia Nuova Cina ha scritto che 1.434 persone sono arrestate e che la polizia "ha cominciato a interrogarle".

La manifestazione si è svolta davanti a un gruppo di giornalisti stranieri che partecipava a un viaggio organizzato dal governo cinese. Non si sono verificati incidenti. Un'analoga dimostrazione è stata dispersa dalla polizia ieri sera a Kashgar, la capitale culturale degli uighuri nell'ovest del Xinjiang, dove centinaia di persone si erano radunate sulla piazza centrale della città.

Oggi Nuova Cina ha annunciato che 15 persone sono state arrestate nel Guangdong, nella Cina del sud, in relazione alla vicenda che ha innescato le proteste sfociate in violenze domenica scorsa ad Urumqi. Alla fine di giugno, almeno due immigrati uighuri erano stati uccisi da operai cinesi in violenze etniche alimentate dalla falsa voce secondo la quale giovani uighuri avevano violentato due ragazze cinesi. L'agenzia non ha precisato quando sono stati effettuati gli arresti. Pechino ha accusato la dissidente uighura in esilio Rebiya Kadeer di aver organizzato la manifestazione di domenica con l' obiettivo ultimo di staccare il Xinjiang dalla Cina. La dissidente ha smentito le accuse e, in un comunicato diffuso su Internet, ha affermato di "non aver mai chiesto a nessuno, in nessun momento, di dimostrare in piazza".

da www.ansa.it

Postato alle 12:38 di martedì, 07 luglio 2009
permalink | Leggi i commenti


Categorie del post: politica, esteri, giustizia, asia, informazione, censura, libertà, non dimenticare, ur not free

Grazie per i vostri commenti |commenti
Postato da smilejamaica

Il potere ce l’ha chi ha in mano il joystick. Nessun alieno colpirà la Terra. Nessuna creatura mutante mangerà la giapponesina. E voi non vi trasformerete in nessun Matzinger o cavaliere o paladino della giustizia per salvarla. Al contrario, il mostro è proprio chi comanda il gioco. “Mostro”, tra l’altro, è un termine appropriato per definirvi. Altre varianti possono essere: maniaco, psicopatico, malato di mente e chi più ne ha più ne metta.

Sto parlando del videogioco intitolato “RapeLay”, gioco di parole tra “Rape=Stupro” e “Replay=Ripetuto”, ultima novità dei passatempo proveniente dal Giappone in cui il giocatore deve stuprare la prima ragazza minorenne che incontra, le sue due sorelle e, infine, anche la madre. Pensavate di sapere tutto sulla violenza virtuale? A quanto pare uccidere buoni, cattivi, innocenti, vecchi e bambini, o scatenare guerre termonucleari non basta più. E la Illusion, una società specializzata di Yokohama, ha pensato di non rimanere indietro. Nel 2006 ha lanciato questo nuovo prodotto, destinato al solo mercato nipponico, ma per qualche strano motivo è riuscito a varcare i confini dell’Occidente ed a finire ovviamente su Amazon e eBay, finché le proteste di associazioni e autorità in Usa e Regno Unito non sono riuscite a farlo bandire dai due siti Web.

Eppure, nonostante le numerose condanne dalla comunità internazionale in Giappone nessuno si è mai sognato di chiedere alla società produttrice di fermare la distribuzione. Tantomeno l’azienda si è presa la briga di rispondere alle lamentele d’oltreoceano. Nel Paese del Sol Levante i giochi come RapeLay sono liberamente venduti e soprattutto non fanno scandalo.

Un viaggio allucinante in cui le vittime inseguite, molestate e poi violentate, con i vestiti strappati, che gridano e piangono, ci rimandano un’immagine diversa del rapporto orientale con il sesso. “Io Donna” (il femminile de Il Corriere della Sera) ha intervistato recentemente a riguardo Ornella Civardi, esperta di storia e cultura giapponese. Di seguito riporto l’intervista.


Postato alle 14:43 di giovedì, 14 maggio 2009
permalink | Leggi i commenti


Categorie del post: informatica, sicurezza, giovani, video, asia, informazione, telecomunicazioni, non dimenticare

Grazie per i vostri commenti |commenti
Postato da smilejamaica

 


Postato alle 15:26 di giovedì, 23 aprile 2009
Postato da smilejamaica

KARTHOUM - Il neocolonialismo attacca il Sudan, per questo il governo ha espulso dieci organizzazioni internazionali che hanno cooperato con la Corte penale internazionale (Cpi) che ha emesso il mandato di cattura contro il presidente sudanese, Omar el Bashir, accusandolo di crimini di guerra e crimini contro l'umanità per il conflitto in Darfur. Lo ha sostenuto lo stesso Bashir, durante una manifestazione di solidarietà nei suoi confronti alla quale stamattina hanno partecipato migliaia di sudanesi, riuniti nella piazza dei Martiri, nel centro di Khartoum, in Sudan. Indossando un vestito occidentale di colore azzurrino, invece della tradizionale 'jalabiya' (camicione bianco) con il turbante, ed agitando il 'bastone del comando' in aria, il presidente ha arringato la folla per circa un'ora da un palco allestito in piazza, ed è stato interrotto più volte da motti religiosi come 'Allah U Akhbar' (Dio è grande) e frasi di sostegno ("Con il sangue e l'anima ci sacrifichiamo per te"). "I veri criminali - ha gridato Bashir - sono quelli che hanno commesso crimini nella Striscia di Gaza con armi proibite ed hanno ucciso donne e bambini sotto gli occhi del mondo intero. I veri criminali non siamo noi, ma i leader degli Stati Uniti e dell'Europa". "Sono 20 anni che siamo sotto la pressione del neocolonialismo e di strumenti come la Cpi, il Consiglio di Sicurezza dell'Onu e il Fondo monetario internazionale". Ha perciò chiesto ai "popoli liberi dell'Asia, dell'Africa, del mondo arabo e dell'Europa di formare un grande fronte contro il neocolonialismo e l'egemonia straniera", salutando "la resistenza in Libano e a Gaza". Prima di allontanarsi dal palco, Bashir ha mosso qualche passo di danza ed ha ringraziato Luis Moreno Ocampo, il procuratore presso la Cpi che ha chiesto la sua incriminazione, "per avermi mostrato che dopo 20 anni il mio popolo mi ama così".

CINA E RUSSIA, STOP A PROCESSO
PECHINO - La Cina ''si augura'' che il Consiglio di Sicurezza dell'Onu chieda alla Corte internazionale di Giustizia di ''sospendere il processo'' contro il presidente sudanese Omar El Bashir. Lo ha affermato il ministero degli Esteri cinese in una nota diffusa sul suo sito web.
La Cina e' ''dispiaciuta e preoccupata'' per la decisione della Corte internazionale di Giustizia di emettere un mandato di cattura per il presidente sudanese Omar El Bashir. El Bashir e' accusato di crimini di guerra e di crimini contro l'umanita' per la repressione della rivolta nella regione del Darfur, dove si ritiene che centinaia di migliaia di persone siano state uccise dalle milizie filo-governative. La Cina e' il principale acquirente del petrolio sudanese e mantiene relazioni amichevoli col Governo di Karthoum.  Anche la Russia e' orientata a chiedere una sospensione per un anno del processo.

NO ANCHE DALL'OCI
Postato alle 15:03 di giovedì, 05 marzo 2009
permalink | Leggi i commenti


Categorie del post: politica, esteri, religione, guerra, africa, russia, asia, informazione, libertà, governo, petrolio, ur not free

Grazie per i vostri commenti |commenti