lunedì, 16 giugno 2008

Una «vendetta» servita calda: la Finlandia non ha perdonato la gaffe culinaria del Cavaliere del 2005


HELSINKI - I nomi delle pizze non sono casuali: alcuni vantano un'etimologia storica e altre persino un'ascendenza politica. La regina Margherita di Savoia, durante una visita a Napoli alla fine dell’Ottocento, diede il suo nome alla pizza più semplice del mondo, che con tre basilari ingredienti - basilico, mozzarella e pomodoro - richiamava inequivocabilmente la bandiera italiana. L'ultima novità in fatto di pizze arriva dal nord del mondo e ha un nome che richiama in modo altrettanto inequivocabile la politica italiana di oggi. Si chiama 'Berlusconi', proprio come il presidente del Consiglio. Viene venduta da pochi giorni in Finlandia nei punti vendita della catena Koti Pizza: la 'Berlusconi' è una pizza innovativa, molto saporita, realizzata con una base di farine integrali e segale, cipolla rossa, funghi e con un ingrediente che forse risulterebbe un po' «indigesto» a Silvio Berlusconi, ovvero la renna affumicata.

«ADDENTA BERLUSCONI» - Il problema è che la citazione del nostro presidente non è esattamente un elogio. Con piglio un po' sfacciato, la nota rete di pizzerie finlandese ha proposto non solo quest’opera inedita al 'New York Pizza Show' a marzo, che ha vinto di misura battendo due pizzaioli napoletani, ma proprio sfruttando questo imprevedibile risultato fa leva sull'impopolarità del nostro premier, usando toni velatamente sprezzanti e derisori. Oltre a cinque diversi spot radiofonici, la catena Koti Pizza promuove infatti la sua ultima creazione con due diversi slogan in poster, locandine e sui giornali: «La nonna che ha 97 anni ha addentato Berlusconi. Fai anche tu come questa vivace vecchia signora» e «Un ministro ha messo in bocca Berlusconi con una forchetta. Fatelo anche voi coscientemente e responsabilmente», concludendo con «Ordinate adesso la Berlusconi di Koti Pizza, scelta come la migliore pizza del mondo». Il motivo di questo 'accanimento', giocato abilmente dal marketing di Koti Pizza, è ben noto ai finlandesi: tre anni fa Silvio Berlusconi si era fatto odiare da tutta la nazione scandinava per aver sbeffeggiato con una battuta fatale la loro cultura alimentare, creando un incidente diplomatico con diversi strascichi, fra cui alcuni tentativi di boicottaggio alimentare dei prodotti italiani.

LA GAFFE ALL'EFSA - L’occasione è stata quella dell’inaugurazione della sede dell’EFSA, l’autorità Europea che si occupa della valutazione dei rischi relativi alla sicurezza alimentare umana e animale, dove il presidente del Consiglio aveva sostenuto la candidatura di Parma ritenendola particolarmente idonea grazie all’esperienza derivata dalla produzione del prosciutto, mentre secondo lui la Finlandia ne sarebbe stata meno degna perché, asseriva Berlusconi, lì mangiano la renna marinata. I finlandesi, molto permalosi e pronti a difendere strenuamente l'orgoglio del loro animale preferito, non gli hanno mai perdonato questa affermazione anche perché il nostro premier aveva commesso un grande errore formale riferendosi alla renna marinata, che viene tipicamente usata in Alaska e nella Lapponia Norvegese, mentre in Finlandia viene mangiata solo stufata, essiccata o con salsa di cipolle e panna. Di certo i finlandesi sono molto fieri di aver vinto questo premio culinario, ed è assai probabile che questa occasione sia stata buona per dimostrare che, se sono in grado di batterci perfino sulla pizza, potevano farlo anche con l’agenzia europea per i rischi della sicurezza alimentare.

da www.corriere.it

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categoria:politica, esteri, alimentazione, informazione, giornali, governo
sabato, 07 giugno 2008


La Philip Morris è una delle multinazionali che ha presentato alla Commissione europea la proposta di riforma della direttiva UE 241/73, approvata dal parlamento europeo il 15/3/2000, sul cacao e i prodotti al cioccolato in base al quale è possibile l'impiego di sostanze grasse vegetali diverse dal burro di cacao fino al 5% del prodotto finale. Questo genera un danno a quei paesi come Ghana, Nigeria, Camerun che basano sulla produzione del cacao più del 50% del volume delle loro esportazioni e che a livello microeconomico produrrà effetti disastrosi per 11 milioni di persone che sono direttamente dipendenti dal raccolto di cacao. Ha inoltre ottenuto che nelle etichette non venisse indicata la quantità di burro di cacao presente nella cioccolata. La Philip Morris è una delle più grandi produttrici di sigarette e poiché nel nord del mondo il consumo di tabacco è in diminuzione, sta dirigendo le sue vendite verso il sud, aumentando a dismisura il consumo di tabacco nei minorenni

Indirizzo principale:Altria group, 120 park avenue, New York 10017-552 - USA
Altria è il nome assunto il 27/1/2003 da Philip morris che è un vasto conglomerato con società dislocate in 46 paesi e classificato al 24° posto nella classifica mondiale . Fattura circa 62 miliardi di dollari e impiega 166000 persone(2002)
Sorta a Londra nel 1847 e successivamente registrata a New York, oggi è la prima impresa al mondo per vendita di sigarette con i marchi Chesterfield, Diana, Marlboro, Merit, L&M, Lark ed altri ancora, Oltre che nel settore del tabacco (57% del fatturato) è anche presente in quello alimentare (38%) e quello della birra (5%). Il settore alimentare fa capo a Kraft food che nel 2002 ha acquistato Nabisco.
Nel 2000 Philip morris ha speso in pubblicità 2,3 miliardi di dollari, posizionandosi al 5° posto nella graduatoria mondiale. Nel 2001 in Italia, Kraft ha speso 69 milioni di euro, posizionandosi all 11°posto nel settore alimentare.

Società controllate e marchi: In Italia opera nel settore alimentare attraverso varie divisioni e società fra cui Kraft Foods Spa (Via Nizzoli 3, 20147 Milano, tel 02-41351), Fattorie Osella Spa, Invernizzi Spa, Kraft Jacobs Suchard Spa, Complessivamente il gruppo Kraft fattura 654 milioni di euro e impiega 1400 persone.

Abuso di potere: E' tra le imprese che finanziano i partiti statunitensi, Nel 2002 ha speso 3,8 milioni di dollari (23% al partito democratico e 77% a quello repubblicano) www.opensecrets.org
 - Fa parte di USCIB, un associazione che sostiene gli interessi delle imprese di fronte ai governi nell'ONU www.uscib.org 10/02
 - Fa parte di BRT, un associazione che rappresenta gli interessi delle multinazionali presso le istituzioni statunitensi www.transnationale.org 2/03
 - Kraft fa parte dell' ICC un associazione internazionale per promuovere la liberalizzazzione del commercio www.iccwbo.org
partecipa al WEF (World economic forum) un organizzazione che ha l'obbiettivo di fare incontrare i rappresentanti delle multinazionali e dei paesi più potenti per definire le politiche economiche mondiali più consone agli interessi delle imprese. Di norma gli incontri si tengono a Davos in Svizzera (MM 10/00)
 - Da anni insieme ad altre multinazionali del tabacco sono impegnate in una colossale campagna per evitare che le autorità statunitensi adottino provvedimenti contro il fumo. L'obbiettivo è di fare diminuire le tasse sul fumo e smantellare controlli e divieti.
 - un dossier dell OMS (Organizzazione mondiale della sanità) afferma che sulla base di documenti è ragionevole ritenere Philip morris responsabile per atti di sabotaggio contro l'OMS stessa.(Il manifesto 3/8/00)

venerdì, 06 giugno 2008
papa_thumbROMA - Alla vigilia della visita in Vaticano, Silvio Berlusconi si concede ai microfoni della Radio Vaticana per dire che tra Stato e Chiesa "è possibile il dialogo su ogni argomento". Un confronto senza preclusioni, perché "la Chiesa ha il diritto di esprimere le sue valutazioni e lo Stato laico poi esprimerà i suoi giudizi". Una lunga chiacchierata che tocca il ruolo della Rai, i rapporti con l'opposizione e i problemi legati ai rifiuti e all'immigrazione.

Stato-Chiesa.
Per il premier le posizioni della Chiesa sono "una ricchezza", che non può essere sprecata escludendo la possibilità di farle esprimere le sue istanze. "Farlo - continua il presidente del Consiglio - sarebbe una perdita della libertà". E farebbe correre allo Stato il pericolo di "diventare ideologico, settario o addirittura totalitario". ''Il dialogo - rimarca il premier - che precede il rapporto tra Stato e Chiesa, come organismi giuridici, è assolutamente positivo e risiede nella natura stessa della società e dimostra la sua libertà e pluralità".

A vertice Fao ancora in corso Berlusconi parla anche della lotta alla fame, rimarcandone i due aspetti: l'emergenza e la speculazione. "Noi non dobbiamo assistere senza fare nulla all'impennata dei prezzi, se c'è qualcuno che deve pagare prezzi in più c'è qualcuno che incassa di più, il sovrapprezzo speculativo dei produttori sia destinato in parte ad aiuti immediati" dice il premier che chiama in causa i Paesi produttori di petrolio "che incassano ogni giorno degli utili straordinari". Infine la sottolineatura del "buon esempio'' dato dall'Italia che ''ha portato il contributo per il 2008 da 60 a 190 milioni di euro". ''L'Europa non deve calcolare nei deficit, in sede di bilancio, le somme che i singoli stati potrebbero destinare all'aiuto alimentare'', prosegue il presidente del Consiglio. Una proposta che, giura Berlusconi, vedrebbe il favore di Spagna e Francia.

Violenze circoscritte.
Non un Paese in rivolta ma fenomeni circoscritti. Sia sui rifiuti che sull'immigrazione, le violenze "si connotano soprattutto come avvenimenti singoli, episodici e non certo di massa". Certo, "i problemi che sono a monte di questi disagi non vanno sottovalutati". E non bastano le politiche governative a risolvere la questione "perché il disagio sociale è grande ed è una malattia che bisogna curare con un massiccio rilancio proprio dei valori morali e religiosi". La ricetta, dunque, per quanto riguarda l'immigrazione è quella di "una politica della sicurezza e dell'accoglienza che sappia coniugare la garanzia dei diritti con un rigoroso rispetto dei doveri''. Mentre sul fronte rifiuti, un ruolo decisivo l'avrà la raccolta differenziata che "verrà insegnata nelle scuole, così i ragazzi potranno trasmetterla anche ai loro genitori a casa".

Cambiare la Ue.
"L'Unione Europea - continua Berlusconi - deve cambiare, perché oggi i cittadini di tutta Europa la sentono non come qualcosa che aiuta, ma come qualcosa che costringe i singoli Stati a tutta una serie di situazioni, di limitazioni che non vanno nella direzione del bene dei cittadini. Io credo che noi dobbiamo fare una profonda revisione del modo di agire dell'Europa".

"La Rai deve formare". Premette: "La nostra tv nazionale è diventata una televisione commerciale pur usufruendo del canone". Una situazione che non piace al premier che vede il ruolo della televisione privata legato principalmente al "divertimento" e quello del servizio pubblico "alla formazione". Mentre oggi, continua Berlusconi, "la nostra televisione pubblica è esattamente una televisione commerciale come tutte le altre televisioni commerciali". Per questo per il futuro, promette il premier, ci saranno cambiamenti, con più programmi di formazione "anche in ore centrali della giornata".

Rapporti con l'opposizione.
"C'è una certa regolarità di contatti con Veltroni e anche con altri esponenti dell'opposizione che, da parte nostra, è sempre stato un atteggiamento convinto". E' questo, secondo il presidente del Consiglio, lo stato dell'arte dei rapporti con l'opposizione. Un confronto facilitato dal fatto che "le ali estreme della sinistra e della destra non sono presenti in Parlamento".

da www.repubblica.it
giovedì, 05 giugno 2008
reattori-nucleariBRUXELLES - Il timore di un'altra Cernobyl scuote per qualche ora tutta l'Europa. Nel pomeriggio la Commissione europea lancia l'allerta in tutta il territorio dell'Unione per un incidente verificatosi in una centrale nucleare in Slovenia. Poco dopo arrivano le rassicurazioni della società che gestisce l'impianto e quelle di Bruxelles. E in tarda serata l'esecutivo comunitario conferma che "l'allarme è rientrato".

L'incidente avviene nella centrale di Krsko, a 130 chilometri in linea d'aria da Trieste: dall'impianto di raffreddamento fuoriesce del liquido. "E' stata attivata una procedura di spegnimento sicuro dell'impianto", rende noto l'Unione Europea. La situazione appare da subito sotto controllo: fonti della Nek, la società che gestisce la centrale, assicurano che non c'è stata alcuna fuga radioattiva nell'ambiente e lo stesso fa Bruxelles.

La procedura di spegnimento va avanti dalle 17.20 alle 22. A quel punto l'impianto non è più attivo ed è in condizioni "sicure". "Il reattore e il generatore non lavorano e non producono elettricità - riferisce un portavoce della Nek - Il prossimo passo sarà quello di riparare l'impianto e rimetterlo in condizioni di funzionare. Ma possiamo assicurare che l'incidente non ha avuto nessun impatto né sull'ambiente né sulla popolazione". Nei prossimi giorni, la Commissione europea potrebbe inviare dei tecnici sul posto per verificare la situazione.

Fino al momento in cui l'allarme rientra è tutto un susseguirsi di rassicurazioni. "Non c'è stata nessuna perdita nell'ambiente - dice un portavoce della Nek poco dopo la notizia dell'allerta lanciata dalla Ue - la fuoriuscita si è verificata all'interno della struttura del reattore. E' stato avviato il processo di spegnimento che avviene per fasi e sarà ultimato entro questa sera. Allora sarà possibile ispezionare il sito per verificare la situazione".

"Non c'è rischio per la popolazione e per l'ambiente", afferma Maja Kocijancic, portavoce della presidenza di turno slovena dell'Ue, sottolineando che la perdita non è stata di materiale radioattivo ma di acqua.

Alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia non arriva nessuna richiesta. "Non è stata allertata neppure la Protezione civile slovena - dice Guglielmo Berlasso, direttore della Protezione civile della regione - con la quale siamo in costante collegamento. A quanto ne sappiamo deve esserci stata una perdita di potenza di un reattore della centrale di Krsko. Non sappiamo nulla di più". "Quando succedono simili incidenti - aggiunge Berlasso - c'è l'obbligo di comunicarlo ai Paesi della Comunità internazionale. Penso che non si debbano creare inutili allarmismi". La sala operativa della Protezione civile resta comunque attiva 24 ore su 24.

Viene immediatamente attivata anche la sala di emergenza dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente (Apat) collegata alla rete internazionale.
"Appena abbiamo ricevuto la comunicazione, intorno alle 18 - dice all'Ansa il direttore del dipartimento nucleare dell'Apat, Roberto Mezzanotte - abbiamo subito attivato la sala di emergenza. Al momento dalle comunicazioni non risultano perdite radioattive e non è nemmeno atteso un rilascio esterno".

In serata il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, comunica che nessuna traccia di radioattività è stata riscontrata nel capoluogo giuliano e a Muggia, le località più vicine al confine con la Slovenia. E anche il ministero della Salute assicura che non c'è alcun rischio di contaminazione in Italia.

L'incidente.
Il sistema d'allerta dell'Ecurie (European Community Urgent Radiological Information Exchange) riceve un'informativa dalla Slovenia alle 17.38 ora italiana e la comunicazione viene trasmessa a tutti i 27 Stati membri dell'Unione.

I responsabili della centrale, situata nella regione sud-occidentale della Slovenia a circa 120 chilometri dalla capitale Lubiana, decidono di spegnere il reattore, la cui capacità alle 19.30 ora italiana è ridotta al 22%. Successivamente si apprende che la centrale viene fermata "per qualche ora", in modo da determinare le cause della fuga.

L'Ecurie è stato creato dall'Ue nel 1987, dopo la tragedia di Cernobyl. Entra frequentemente in azione ma è piuttosto raro che Bruxelles ritenga un incidente grave al punto da renderlo di pubblico dominio.
martedì, 13 maggio 2008
Ciao a tutti,

vi presento il BongoBanner di
Ur Not Free, per chi come me non sopporta le persone che suonano gli Djembè senza esserne capaci inondando le nostre orecchie con suoni fuori tempo e senza senzo.



Inseriscilo sul tuo sito se anche tu sei contro i BONGOLOIDI !!!


Ecco il Codice Html da copiare nel vostro sito:

<a target="blank" href="http://urnotfree.splinder.com/post/17093231/BONGOBANNER!!!"><img src="http://files.splinder.com/03ffca90045e9426c00952a80ce6618b.jpeg"></a>

IMPORTANTE

Chi preleva il codice è pregato di segnalare il proprio sito nei commenti, così potrò avere un'idea di quante pagine esporranno il BONGOBANNER.

NON togliete il link a questa pagina per favore,vi chiedo semplicemente di lasciarlo come rimando all'autore.

Grazie.

 


Creative Commons License

This work is licensed under a Creative Commons Attribution-Noncommercial-No Derivative Works 2.5 License.

sabato, 10 maggio 2008
402_burma_monks

Cari amici,

A causa di un terribile ciclone almeno 27.000 Birmani sono morti. I dispersi sono 40.000 ed i senzatetto un milione.

Ma in Birmania non c’e’ solo un disastro naturale-- è anche una catastrofe della leadership militare.

La corrotta e brutale giunta militare Birmana non ha avvertito la popolazione, non la ha fatta sfollare ed ha bloccato le comunicazioni, cosi’ che il popolo birmano non sapeva che stava arrivando il tornado mentre il resto del mondo si. Ora il governo non sta gestendo il disastro, ed fa ostruzione alle organizzazioni umanitarie ed internazionali.

I soccorsi umanitari sono urgenti, ma il regime Birmano potrebbe facilmente ritardarli, deviarli o usarli in modo improprio. Oggi l’Organizzazione Internazionale dei Monaci Birmani, in cui militano molti leader della protesta democratica dello scorso autunno, ha lanciato un nuovo sforzo per fornire aiuti di emergenza attr averso l’efficace rete dei monasteri--l’istituzione che gode di maggior fiducia nel paese e attualmente l'unica fonte di alloggio e di sostegno in molte comunita’ devastate. Clicca sotto per aiutare le popolazioni Birmane con una donazione e guarda l’appello video ad Avaaz di un leader dei monaci:

https://secure.avaaz.org/it/burma_cyclone/

Donare ai monaci e’ un modo intelligente e veloce per far arrivare aiuto direttamente alle popolazioni Birmane. I governi e le organizzazioni internazionali sono importanti, ma hanno di fronte ostacoli--potrebbero non essere ammesse in Birmania, o potrebbero essere obbligati a fornire aiuti secondo regole imposte dalla giunta. E comunque dovranno dedicare molte risorse alla parte organizzativa degli aiuti. I monaci sono gia’ in prima linea negli aiuti--riparo, cibo e supporto alle vittime del cyclone dal momento in cui ha colpito. L’Organizzazione Internazionale dei Monaci Birmani inviera’ il denaro direttamente ad ogni monastero attraverso il loro network, scavalcando i controlli del regime.

L’anno scorso oltre 800,000 fra noi, da tutto il mondo, sono stati a fianco del popolo Birmano quando ha protestato contro la dittatura militare. Il governo non perse tempo nell’inviare i militari a reprimere il movimento non violento e democratico--ma ora che muoiono decine di migliaia di persone la reazione della giunta e’ lenta e minaccia di deviare i preziosi aiuti che arrivano nelle tasche del regime corrotto.

I monaci difficilmente riceveranno aiuti da governi o organizzazioni umanitarie importanti, ma dispongono di una presenza piu’ capillare e di maggior credibilita’ presso i Birmani di entrambi. Se ciascuno di noi ci mette un pochino possiamo aiutarli a fare un a gran differenza.

Clicca qui per donare:

https://secure.avaaz.org/it/burma_cyclone/

Con speranza,

Ricken, Paul, Galit, Iain, Ben, Graziela, Pascal, e tutto il team Avaaz

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CHI SIAMO
Avaaz.org è un'organizzazione non-profit indipendente, che lavora con campagne di sensibilizzazione in modo che le opinioni e i valori dei popoli del mondo abbiano un impatto sulle decisioni globali. (Avaaz significa "voce" in molte lingue.) Avaaz non riceve fondi da governi o aziende ed è composta da un team internazionale di persone sparse tra Londra, Rio de Janeiro, New York, Parigi, Washington e Ginevra.
venerdì, 09 maggio 2008
LE SCIE CHIMICHE

PARTE 1

PARTE 2

PARTE 3

venerdì, 09 maggio 2008

IL GOVERNO BERLUSCONI


postato da: smilejamaica alle ore 14:27 | Permalink | commenti (6)
categoria:politica, esteri, economia, mafia, salute, alimentazione, medicina, informazione
giovedì, 03 aprile 2008

Un semplice esperimento per mostrare l'effetto che fa un pacchetto di sigarette al giorno per 20 giorni.           E il risultato è sorprendente
giovedì, 03 aprile 2008
ansa_12633989_35340BOLOGNA - Si è trasformato in un pomeriggio di guerriglia urbana, a Bologna, il comizio organizzato da Giuliano Ferrara e dalla sua lista "Aborto? No grazie" in piazza Maggiore. Circa duemila persone hanno contestato il direttore del Foglio, e quando ha preso la parola ci sono stati scontri fra la polizia e i manifestanti, soprattutto ragazze. Attimi di tensione anche quando Ferrara ha lasciato la piazza. Alla fine sono stati una quindicina i contusi, tutti lievi.
Indignato il commento di Sergio Cofferati: "E' inaccettabile - ha detto il sindaco delal città - che una piazza venga trasformata nel luogo dell'intolleranza. Tutti devono essere in condizione di poter sostenere pubblicamente le proprie tesi e le proprie opinioni e a nessuno deve essere impedito di parlare".

Ferrara è stato accolto in piazza Maggiore da una manifestazione comunque preannunciata alle forze dell'ordine, ma ben più ampia di quanto previsto. Alcuni gruppi femministi e dei centri sociali avevano chiamato a raccolta persone in difesa della legge 194, ma senza aspettarsi che all'appello rispondessero in così tanti: giovani, adulti, donne che hanno coperto di fischi e insulti Giovanni Salizzoni e Matilde Leonardi, candidati alla Camera in Emilia Romagna, che hanno aperto la manifestazione elettorale. Ma è stato quando Giuliano Ferrara ha preso la parola che la situazione è precipitata.

Prima, alcuni manifestanti hanno dribblato il cordone di polizia, hanno tentato di salire sul palco e strappato i manifesti che c'erano attaccati. E mentre Ferrara lanciava le sue parole d'ordine ("L'aborto è una cosa arcaica, squallida, miserabile, ancestrale") dalla piazza sono volati uova, pomodori, monete, bottiglie d'acqua, qualche sasso. Ferrara si è preso un uovo ("Lo prendo come una medaglia" ha gridato), poi ha raccolto dei pomodori e li ha rilanciati in piazza. A quel punto, alla crescente pressione dei manifestanti, il cordone di polizia ha risposto con una carica.

In prima fila c'erano soprattutto ragazze di vent'anni. E a loro sono andate le manganellate. Che qualche poliziotto si sia lasciato andare se ne sono accorti anche i funzionari della Digos, e uno di loro ha fermato con uno schiaffo un agente che se la stava prendendo con troppa violenza con una ragazzina. Tensione anche quando Ferrara ha lasciato la piazza, sempre scortato dalle forze dell'ordine. I manifestanti gli sono andati addosso e ci sono state altre manganellate: sono volate bottiglie e le sedie di un bar della piazza.

Quindi, il giornalista è stato caricato in macchina. L'auto della polizia si è trovata accerchiata dai manifestanti ed è uscita dalla piazza sgommando a forte velocità. La manovra ha ulteriormente esacerbato gli animi: i manifestanti sono saliti sul palco e alcune ragazze hanno improvvisato un comizio in favore della legge 194. La tensione si è a poco a poco allentata solamente quando Ferrara ha definitivamente lasciato Piazza Maggiore.