Ur Not Free

Home e Preferiti

Translate

Vauro ad Anno Zero

Cerca nel Blog

News Uaar


Commenti

Informati

diffondi

diffondi

diffondi

Il Signoraggio Bancario

Archivio

Ur Not Free Info

My Popularity (by popuri.us)

Segnalato su

Votaci su Net-Parade.it

Add to Technorati Favorites

Disclaimer

Feed RSS

diffondi
http://www.wikio.it

Cosa significa?

Contattami

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Contattami su MSN

Contattami su SKYPE

Il mio stato

Newsletter

Iscriviti per ricevere via e-mail ogni nuovo post di
Ur Not Free

Inserisci la tua Email


Preview | Powered by FeedBlitz

Post Scelti per Voi

Fascist Legacy - "L' EreditĂ  del Fascismo"!!!

GIUSEPPE GATI', LA TRAGICA MORTE DI UN EROE!!!

Pazienza:"Io, Gelli e la strage di Bologna"

Giornata della Memoria....sulla Palestina!!!

Segnaliamo i video a sfondo Fascio-Nazista!!!

Quello che la TV ci Nasconde...

GRAZIE BUSH! GRAZIE AMERICA!

Obama? Seguite i Soldi dell' "UOMO NERO"!!!

Open Cola - La Coca-Cola® fatta in casa identica all'originale!!!

Quando Cuffaro attacava Falcone...

Che cosa c'è di sbagliato in McDonald's?!!!

9/11 : Inganno Globale!!!

PALESTINA: CAPIRE IL TORTO!!!

GUAI A CHI TOCCA PADRE PIO!

Ku Klux Klan e Vodafone !!!

Battezziamo gli Spermatozoi!!!

Categorie

Campagne

ADUC - Boicottiamo Israele!

ADUC - Stop al canone Rai!

ADUC - Stop al canone Rai!

Link amici

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore visite




Credits

Postato da smilejamaica


PERCHÉ SONO PRESENTI?

Nelle scuole, nelle aule di tribunale, negli ospedali troviamo spesso esposto il crocifisso cattolico. Con alcune disposizioni emanate in piena era fascista tra il 1924 e il 1928 (regî decreti e, nel caso dei tribunali, addirittura una circolare ministeriale), la presenza del crocifisso ha trovato una base giuridica che le successive novità legislative non hanno scalfito, nonostante la Costituzione del 1948 statuisca l’eguaglianza delle religioni di fronte alla legge e nonostante diverse sentenze della Corte Costituzionale riaffermanti la laicità dello Stato e la supremazia dei principî costituzionali su altre norme e leggi.

Diverse richieste di rimozione formulate negli ultimi anni sono state invariabilmente cassate proprio in base alla mancata esplicita abrogazione delle norme del ventennio. Ad esempio, clicca qui per un parere del Consiglio di Stato sull’esposizione del crocefisso nelle scuole. Anche in questo caso l’esposizione viene motivata, tra l’altro, con l’assurda tesi che il crocifisso sia parte del patrimonio storico-culturale italiano (ma non certamente l’unica, e in ogni caso l’unica ad avere questo privilegio).

PERCHÉ RIMUOVERLI?

In uno Stato laico, nella piena attuazione di una costituzione che non prevede religioni di Stato, la presenza di simboli costituisce un’inammissibile privilegio per la religione cattolica. Essendo chiaramente assurdo concepire la presenza dei simboli di tutte le religioni (visto il loro gran numero), l’unica strada da percorrere è la rimozione dei crocifissi dagli edificî pubblici.

La presenza nei tribunali è poi ancora più inconcepibile, in quanto abbinata al motto La legge è uguale per tutti: come può sentirsi giudicato serenamente un cittadino islamico, in un’aula in cui una religione (e di conseguenza i suoi fedeli) sono considerati più “uguali” degli altri? Senza contare che, per gli stessi cattolici, la crocifissione di Gesù rappresenta un’ingiustizia…

CHI COMBATTE PER LA LORO RIMOZIONE?


Postato alle 15:38 di venerdì, 29 maggio 2009
Postato da smilejamaica


Postato alle 15:24 di mercoledì, 27 maggio 2009
permalink | Leggi i commenti


Categorie del post: politica, satira

Grazie per i vostri commenti |commenti
Postato da smilejamaica

LONDRA - "Un pericolo" per l'Italia. Due grandi giornali inglesi, il Financial Times e l'Independent, usano stamane la stessa espressione parlando di Silvio Berlusconi, alla luce delle vicende che hanno recentemente coinvolto il primo ministro e del suo rifiuto di rispondere alle domande che gli ha posto la Repubblica.

Dopo i numerosi servizi dei corrispondenti da Roma della stampa britannica, e due editoriali molto critici verso Berlusconi apparsi sul Times di Londra, quotidiano filoconservatore, e sul Guardian, quotidiano filolaburista, oggi a occuparsi del caso sono il quotidiano della City, considerato l'organo di informazione più autorevole d'Europa, e l'Independent, che dedica alla questione un ampio ritratto del premier italiano su due intere pagine.

Silvio Berlusconi "non è chiaramente un altro Mussolini" e il suo potere non comporta il rischio di un ritorno al fascismo, "ma è un pericolo per l'Italia e un maligno esempio", afferma l'editoriale non firmato, dunque espressione dell'opinione della direzione del giornale, collocato al primo posto frai tre commenti del giorno nella pagina "Op-Ed" (opinioni ed editoriali) del Financial Times, subito al di sotto del motto del Ft, "Without fear and without favor", ossia senza timori reverenziali e senza fare favori a nessuno. "Mentre vengono poste pesanti domande sulla sua relazione con un'adolescente che sogna di diventare una star, domande che sua moglie è stata la prima a sollevare, Berlusconi si è rivolto contro il suo più ostinato interrogante, il quotidiano di centro-sinistra la Repubblica, ha lanciato velate minacce tramite un suo associato e ha cercato di invalidare le domande sostenendo che sono viziate da un pregiudizio politico. Egli ha mostrato simile belligeranza verso i magistrati che lo hanno giudicato corruttore dell'avvocato inglese David Mills, definendoli militanti di sinistra, sebbene il parlamento lo abbia reso immune dall'essere processato. E insoddisfatto anche di un così utile parlamento, ha detto che dovrebbe essere drasticamente ridotto a 100 deputati, mentre il potere del premier dovrebbe essere accresciuto".


Postato alle 14:36 di mercoledì, 27 maggio 2009
permalink | Leggi i commenti


Categorie del post: politica, esteri, economia, giustizia, europa, informazione, censura, costituzione, inghilterra, libertĂ , giornali, governo, non dimenticare, ur not free

Grazie per i vostri commenti |commenti
Postato da smilejamaica

ROMA - Il giudice del tribunale del lavoro di Roma Guido Rosa ha disposto il reintegro di Enrico Mentana nel programma Matrix come realizzatore del programma e come conduttore. Il giudice, che ha accolto un ricorso presentato dall'avvocato Domenico D'Amati, ha condannato Rti al pagamento dei danni.

Nel ricorso era stato lamentato il fatto che Mentana fosse stato dimissionato ed illegittimamente licenziato. La vicenda scaturì dalla polemiche seguite dalla decisione aziendale di mantenere inalterata la programmazione di Canale 5 in occasione della morte di Eluana Englaro.

"Mediaset prende atto della sentenza, a nostro avviso sorprendente, emessa dal Tribunale di Roma nella causa intentata da Enrico Mentana contro il nostro Gruppo". Lo sostiene una nota del gruppo.

"Attendiamo di conoscere nel dettaglio le motivazioni della stessa, non ancora depositate dai magistrati, ma fin d'ora - continua Mediaset - rendiamo noto che appelleremo questa decisione in tutte le sedi competenti".

da www.ansa.it
Postato alle 14:25 di mercoledì, 27 maggio 2009
permalink | Leggi i commenti (1)


Categorie del post: lavoro, televisione, giustizia, informazione, censura, costituzione, libertĂ , governo, non dimenticare

Grazie per i vostri commenti |commenti (1)
Postato da smilejamaica

SBATTEZZO SU RAI UNO:  PRESENTE ADELE ORIOLI , RESPONSABILE LEGALE DELL'UAAR


La campagna dell'UAAR sullo "Sbattezzo" sta raccogliendo positivamente i suoi effetti e il Vaticano è in allarme.

In questa trasmissione Adele Orioli , autrice , insieme a Raffaele Carcano, del libro  Uscire dal gregge. Storie di conversioni, battesimi, apostasie e sbattezzi, spiega in modo eccellente come si svolge una pratica per non essere più considerati cattolici.

Anche il taglio della trasmissione  mi è sembrato piu' che accettabile (con quel che passa la TV).

UNA BELLA SODDISFAZIONE!

 

da http://neroassenso.splinder.com


Postato alle 14:10 di martedì, 26 maggio 2009
permalink | Leggi i commenti (2)


Categorie del post: vaticano, politica, religione, storia, televisione, giustizia, giovani, video, informazione, censura, costituzione, libertĂ , giornali, non dimenticare, ur not free

Grazie per i vostri commenti |commenti (2)
Postato da smilejamaica

LIVORNO - Due bottiglie incendiarie sono state lanciate da ignoti contro un comitato elettorale del Pdl a Livorno. E' accaduto intorno alle 5 di ieri mattina, in piazza Damiano Chiesa. In seguito al lancio ha preso fuoco uno striscione, anneriti poi gli infissi di una finestra e parte della facciata dell'immobile che, al primo piano, ospita la sede del Pdl.

Sulla vetrina di una concessionaria al piano terra del palazzo, con vernice spray rossa, è stato anche scritto: "Il Popolo della libertà a Livorno non ci deve stare". Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e la polizia. Le indagini sono seguite dalla digos.

Gli investigatori starebbero sentendo alcune persone per eventuali testimonianze sull'accaduto. Sempre a Livorno, ieri, ignoti avevano bucato con un punteruolo le gomme dell' auto del coordinatore provinciale del Popolo della libertà Maurizio Zingoni, veicolo parcheggiato davanti all'hotel Palazzo dove si svolgeva un'iniziativa elettorale a cui era intervenuto il ministro Gianfranco Rotondi.

SVASTICA SU MONUMENTO A PARTIGIANA A BOLOGNA: PD, ATTO GRAVE - Deturpato con una svastica il monumento dedicato alla partigiana Delcisa 'Tosca' Gallarani nell'omonimo giardino del quartiere Reno, periferia di Bologna. Sono stati alcuni cittadini a segnalare l'episodio al Circolo Cervi del Pd, dov'era in corso un incontro elettorale. Il segretario del Pd di Bologna, Andrea De Maria, e Mario Anderlini dell'Anpi, che stavano partecipando all'incontro, si sono subito recati sul luogo. "Si tratta di un atto grave da non sottovalutare", ha poi commentato De Maria. "Di fronte a questo sfregio alla memoria di chi ha combattuto per la libertà di tutti gli italiani, fino al sacrificio supremo, voglio riaffermare i valori dell' antifascismo e della democrazia, che sono inscindibilmente legati fra loro. Auspico che i responsabili siano individuati al più presto dalle autorità competenti".

da www.ansa.it
Postato alle 13:14 di lunedì, 25 maggio 2009
permalink | Leggi i commenti


Categorie del post: politica, interni, elezioni, informazione, libertĂ 

Grazie per i vostri commenti |commenti
Postato da smilejamaica

LONDRA - "Centinaia" di preti e suore cattolici irlandesi sono stati coinvolti in abusi sessuali e fisici ai danni di minori in istituzioni pubbliche in Irlanda: lo afferma il rapporto della Child Abuse Commission, che ha condotto la più grande indagine di sempre sugli ordini religiosi irlandesi. Lo scrive la stampa britannica. Il rapporto (3.500 pagine) ha raccolto le testimonianze di circa 2.500 vittime di questi abusi tra gli anni '40 e '80; oltre 100 istituzioni gestite da ordini religiosi - riformatori, scuole "per ragazzi difficili" e case che ospitavano disabili - sono state indagate. Nel 2003, un rapporto ad interim pubblicò le testimonianze di 700 uomini e donne che raccontarono di essere stati picchiati in ogni parte del corpo con ogni tipo di oggetto. Altri raccontarono di essere stati violentati, alcuni da varie persone contemporaneamente. Alcuni degli abusi risalgono a 60 anni fa e molti dei presunti colpevoli sono morti, sottolinea il Daily Mail. La commissione fu creata nel 2000 dal premier Bertie Ahern dopo che un documentario tv fece emergere la lunga storia delle violenze ai danni di minori nelle istituzioni gestite da ordini religiosi.

da www.ansa.it
Postato alle 15:25 di giovedì, 21 maggio 2009
permalink | Leggi i commenti


Categorie del post: vaticano, politica, religione, giustizia, sicurezza, europa, giovani, irlanda, informazione, censura, costituzione, inghilterra, libertĂ , giornali, governo, non dimenticare

Grazie per i vostri commenti |commenti
Postato da smilejamaica

 

 

IMMERSO fino al collo nello scandalo Mills, rispetto al quale le leggi ad personam lo hanno aiutato a fuggire la condanna ma non il disonore, impegnato a lottizzare in fretta e furia la Rai prima delle elezioni, ieri Silvio Berlusconi ha perso la testa insultando "Repubblica". E' successo quando Gianluca Luzi, il nostro notista politico, gli ha chiesto durante una conferenza stampa se e come avrebbe risposto alle dieci domande che gli abbiamo rivolto sul caso del "ciarpame politico" sollevato dalla moglie con la denuncia dei suoi metodi di selezione delle candidate, i suoi comportamenti da "malato" che "frequenta minorenni".

"Vergognatevi", ha intimato il Presidente del Consiglio. Per aver colto le contraddizioni tra le sue versioni dei fatti e quelle degli altri protagonisti della vicenda? Per avergli chiesto di chiarirle? Per aver posto queste domande in pubblico? Per aver rotto il conformismo italiano che è l'altra faccia del cesarismo? O per non aver censurato la denuncia della moglie? Spiace per il premier ma le contraddizioni del potere e le domande che ne nascono sono lo spazio proprio del giornalismo. Che cosa intenda il Capo del governo quando dice che "se Repubblica cambiasse atteggiamento potremmo trovare un accordo" non è chiaro ma è impossibile.

Non cerchiamo "accordi", ma trasparenza. E in ogni caso, non cambieremo atteggiamento anche perché l'imbarazzo di Berlusconi e la sua ira spingono a cercarne le ragioni, come deve fare un giornale. Il premier dovrà rassegnarsi. Non tutto in questo Paese è "arrangiabile", risolvibile con qualche patto oscuro. Se è capace di togliere le sue contraddizioni dal tavolo, lo faccia davanti ai cittadini. Altrimenti, continueremo a dire che non può farlo, e a chiedergli perché. Per il resto il Presidente del Consiglio ripete la sua invettiva abituale: ora rivendica una dimensione privata, dopo che anche la sua Prima Comunione viene spacciata dai suoi giornali come volantino elettorale. E insiste sull'odio "politico" e l'invidia "personale", come se non fosse possibile la critica dei cittadini che non hanno bisogno di odiarlo e non si sognano nemmeno di invidiarlo, perché gli basta giudicarlo.

"Gli italiani stanno con me, con me", ha urlato alla fine il premier. Intendendo che il numero dei consensi oltre al pieno diritto di governare gli conferisce anche l'immunità da critiche, osservazioni e domande. Non è così in nessun paese democratico, signor Presidente, s'informi, entrando finalmente in Occidente. Ma il fatto che lei lo pensi, per tappare la bocca ai giornali, ci fa davvero vergognare un po'.

di Ezio Mauro


Postato alle 15:51 di mercoledì, 20 maggio 2009
permalink | Leggi i commenti


Categorie del post: politica, interni, televisione, giustizia, giovani, elezioni, video, informazione, censura, giornali, telecomunicazioni, governo, non dimenticare, ur not free

Grazie per i vostri commenti |commenti
Postato da smilejamaica

Il potere ce l’ha chi ha in mano il joystick. Nessun alieno colpirà la Terra. Nessuna creatura mutante mangerà la giapponesina. E voi non vi trasformerete in nessun Matzinger o cavaliere o paladino della giustizia per salvarla. Al contrario, il mostro è proprio chi comanda il gioco. “Mostro”, tra l’altro, è un termine appropriato per definirvi. Altre varianti possono essere: maniaco, psicopatico, malato di mente e chi più ne ha più ne metta.

Sto parlando del videogioco intitolato “RapeLay”, gioco di parole tra “Rape=Stupro” e “Replay=Ripetuto”, ultima novità dei passatempo proveniente dal Giappone in cui il giocatore deve stuprare la prima ragazza minorenne che incontra, le sue due sorelle e, infine, anche la madre. Pensavate di sapere tutto sulla violenza virtuale? A quanto pare uccidere buoni, cattivi, innocenti, vecchi e bambini, o scatenare guerre termonucleari non basta più. E la Illusion, una società specializzata di Yokohama, ha pensato di non rimanere indietro. Nel 2006 ha lanciato questo nuovo prodotto, destinato al solo mercato nipponico, ma per qualche strano motivo è riuscito a varcare i confini dell’Occidente ed a finire ovviamente su Amazon e eBay, finché le proteste di associazioni e autorità in Usa e Regno Unito non sono riuscite a farlo bandire dai due siti Web.

Eppure, nonostante le numerose condanne dalla comunità internazionale in Giappone nessuno si è mai sognato di chiedere alla società produttrice di fermare la distribuzione. Tantomeno l’azienda si è presa la briga di rispondere alle lamentele d’oltreoceano. Nel Paese del Sol Levante i giochi come RapeLay sono liberamente venduti e soprattutto non fanno scandalo.

Un viaggio allucinante in cui le vittime inseguite, molestate e poi violentate, con i vestiti strappati, che gridano e piangono, ci rimandano un’immagine diversa del rapporto orientale con il sesso. “Io Donna” (il femminile de Il Corriere della Sera) ha intervistato recentemente a riguardo Ornella Civardi, esperta di storia e cultura giapponese. Di seguito riporto l’intervista.


Postato alle 14:43 di giovedì, 14 maggio 2009
permalink | Leggi i commenti


Categorie del post: informatica, sicurezza, giovani, video, asia, informazione, telecomunicazioni, non dimenticare

Grazie per i vostri commenti |commenti
Postato da smilejamaica

"Non amano l'acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane.
Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali".
La relazione così prosegue: "Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni
che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell'Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più.
La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione".

Il testo è tratto da una relazione dell'Ispettorato per l'Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912
Postato alle 20:11 di lunedì, 11 maggio 2009
permalink | Leggi i commenti


Categorie del post: politica, lavoro, stati uniti, storia, sicurezza, immigrazione, informazione, razzismo, libertĂ , non dimenticare

Grazie per i vostri commenti |commenti