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Postato da smilejamaica


Postato alle 04:17 di giovedì, 30 aprile 2009
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Categorie del post: politica, economia, televisione, giustizia, satira, video, immigrazione, banche, razzismo, libertà, non dimenticare, ur not free

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Postato da smilejamaica

L'aumento di concentrazione di radon, evidenziato dai rivelatori gamma del tecnico aquilano Giampaolo Giuliani nell'imminenza del sisma del 6 aprile, coincide con il picco di radiazioni infrarosse registrato nello stesso periodo da uno scienziato della Nasa, Dimitar Ouzounov.

Quest'ultimo da anni studia, con un team internazionale di colleghi, la possibilità di prevedere terremoti grazie all'osservazione dal satellite di segnali elettromagnetici nell'atmosfera. Proprio una settimana prima dell'evento sismico che ha devastato L'Aquila il gruppo di scienziati, avvalendosi di tecnologie Gps e ionosonde, ha rilevato anomalie termiche e variazioni della ionosfera nell'area vicina all'epicentro.

A raccontarlo è lo stesso Giuliani, contattato il 7 aprile da Sergey Pulinets, vicedirettore del centro di monitoraggio spaziale di Mosca, che da dieci anni lavora con Ouzounov, docente alla Chapman University in California e attivo presso il Goddard Space Flight della Nasa.

Ai due studiosi che gli chiedevano un confronto, Giuliani ha trasmesso ieri i grafici del flusso di radon rilevato, nel corso della settimana precedente il sisma, dalla sua rete installata nell'Aquilano. L'incremento di radon, gas nobile la cui concentrazione negli strati superficiali della crosta terrestre può essere percepita dagli strumenti costruiti da Giuliani, è stato incrociato dai due scienziati russi con i risultati della loro osservazione. Il tutto è stato illustrato a Vienna al congresso della European Geosciences Union.

La complessa ricerca di Ouzounov e Pulinets, racconta Giuliani «tiene conto del radon come precursore sismico, integrato con altri fenomeni osservati prima di un sisma, come la variazione dei parametri dell'atmosfera, l'elettricità nell'atmosfera e nella ionosfera» e secondo i due scienziati russi «dovrebbe dare una risposta a chi dice che i terremoti non si possono prevedere».

Nel 2007, su 25 allarmi generati dallo studio di Pulinets e Ouzounov, 21 sono risultati esatti; negli ultimi dieci anni, anche Giuliani, monitorando il territorio dell'Aquila e dintorni con la sua rete di 3 e poi di 5 rivelatori, ha riscontrato un'affidabilità del suo sistema superiore all'80%. «A questo punto - conclude Giuliani - spero di potere avviare un proficuo scambio di conoscenze e dati con i due studiosi: il mio unico obiettivo è far sì che non si debba più avere paura dei terremoti».

da www.unita.it
Postato alle 17:42 di lunedì, 27 aprile 2009
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Categorie del post: politica, scuola, interni, stati uniti, giustizia, sicurezza, scienza, giovani, salute, informazione, censura, giornali, università, non dimenticare, terremoto, ur not free

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Postato da smilejamaica



Oggi, 27 aprile 2009 intorno alle 13.00, il Radon ha cominciato a salire in maniera preoccupante. Giuliani si attende scosse nella zona nort de L'Aquila. Coppito.. Fossa etc... Potrebbe essere una unica scossa forte o, nel caso più fortunato, alcune di più lieve entità che disperdono l'energia. Qualcuno alla protezione civile ha accesso ai dati di Giuliani, che non vuole fare nomi, e sta sfollando due fabbriche e alcuni altri edifici. Nelle prossime ore di oggi, ripeto 27 aprile 2009, viene consigliato di farsi una passeggiata all'aria aperta.

Postato alle 17:39 di lunedì, 27 aprile 2009
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Categorie del post: sicurezza, scienza, video, salute, censura, università, telecomunicazioni, non dimenticare, terremoto

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Postato da smilejamaica

Forse non si sentirà proprio rumore di sciabole negli Stati Uniti, ma l’impunità garantita da Barack Obama ai torturatori della CIA per i crimini contro l’umanità commessi a Guantanamo, in Iraq, Afghanistan e altri paesi nell’era Bush, disegna una democrazia statunitense fragile e incapace di fare davvero i conti col suo passato. Così l’amnistia garantita da Obama alla CIA per le violazioni dei diritti umani somiglia tanto alle leggi dell’impunità in America latina.
Barack Obama ha cambiato molte cose rispetto al decennio infame di George Bush, almeno dal punto di vista formale. Sostiene di volere un nuovo inizio con Cuba, ma non pensa né di abolire l’embargo né di restituire all’isola, come pure sarebbe ragionevole, la base di Guantanamo, a tutti gli effetti un possedimento coloniale illegale. Rispetto al resto del Continente ha dispensato sorrisi e strette di mano, ma le differenze politiche restano immutate già che vende all’estero quello stesso neoliberismo affamatore la critica del quale in casa lo ha portato alla Casa Bianca.
Allargando lo sguardo, Obam ha eliminato il tono insostenibile da crociata del bene contro il male propria di George Bush, dell’infelice idea di “scontro di civiltà” propagandata pappagallescamente da tutti i comunicatori al suo servizio. Questi sostenevano che l’America latina (e in altro contesto il Medio Oriente) che si ribellava al neocolonialismo e al fondomonetarismo con una visione di progresso civile e giustizia sociale dalla quale gli Stati Uniti e l’Europa avrebbero molto da imparare, fossero “assi del male”. Pertanto le vite dei cittadini e i processi democratici del Continente potevano essere schiacciati dall’onnipotenza del presunto “impero del bene”.
Nonostante tale retorica appaia per fortuna superata, proprio il più impresentabilmente infame dei crimini commessi e rivendicati dal governo degli Stati Uniti, l’uso cosciente, regolato eppure indiscriminato della tortura e la violazione dei diritti umani, rappresenta la cartina tornasole di quanto il governo di Barack Obama può e deve fare se davvero vuole riportare gli Stati Uniti tra le nazioni civili.


Postato alle 16:28 di lunedì, 27 aprile 2009
Postato da smilejamaica

BOLOGNA - Il sindaco uscente di Bologna ed ex leader della Cgil Sergio Cofferati è stato condannato per comportamento antisindacale, su esposto dei rappresentanti dei lavoratori del Teatro Comunale, nel suo ruolo di presidente della Fondazione Lirica. Ne danno notizia Fistel-Cisl e Fisals-Cisal, che hanno convocato una conferenza stampa.

Dall'art.18 dello Statuto dei lavoratori, quello difeso da Cofferati con la imperiosa manifestazione di tre milioni di lavoratori al Circo Massimo, nel 2002, all'art.28, dunque, quello che regola la condotta antisindacale. Secondo l'accusa accolta dal tribunale del lavoro, Cofferati lo avrebbe violato il 22 marzo scorso, in occasione della prima delle quattro giornate di sciopero che impedirono la messa in scena della 'Gazza Ladra' al teatro Comunale. Sulla bacheca del teatro comparve un avviso che i sindacati hanno giudicato illegittimo. C'era scritto, ricordò l'avv.Renzo Cristiani, che tutela Fisal e Fistel, che nel caso di sciopero non sarebbero stati pagati nemmeno coloro che allo sciopero non aderivano. Fu giudicato un "atto intimidatorio".

Cofferati con l'ANSA aveva sostenuto che a termini di statuto il responsabile non è il presidente della Fondazione, ma il sovrintendente, Mario Tutino. E che comunque in occasione di questi scioperi veniva violato da parte degli scioperanti uno dei principi cardine di una corretta lotta sindacale: e cioé che al danno inflitto al datore di lavoro con lo stop alle attività, corrispondesse un danno dei lavoratori, con la perdita della paga nelle ore di sciopero.

Secondo Cofferati, in alcuni casi, in quel teatro era sufficiente che una sola categoria di dipendenti, magari gli addetti alle luci, alcune unità, bloccasse il lavoro di tutti. Col risultato che il danno era massimo per il teatro, mentre alle altre decine di dipendenti doveva essere riconosciuto per intero lo stipendio. In questo modo, aggiunse, diventava molto facile scioperare. Secondo il difensore, Mario Jacchia, il ricorso non stava in piedi, perché quello che fu fatto dal teatro era stato solo un esercizio di trasparenza.
Postato alle 16:18 di lunedì, 27 aprile 2009
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Categorie del post: politica, interni, lavoro, elezioni, costituzione, sciopero, libertà, ur not free

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Postato da smilejamaica

La Turchia ha definito "inaccettabili" alcuni pasaggi di una dichiarazione del presidente Usa Barack Obama sullo sterminio degli armeni - il cui testo era stato elaborato peraltro con estrema cautela - sottolineando che a morire furono anche centinaia di turchi e di musulmani.

Ieri, Obama ha evitato di usare la parola genocidio nella commemorazione dello sterminio degli armeni attuato dal regime ottomano nel 1915, e ha salutato gli sforzi annunciati da Turchia e Armenia nei giorni scorsi per normalizzare le loro relazioni.

La Turchia ammette che molti armeni cristiani furono uccisi dai turchi ottomani, ma nega la cifra di un milione e mezzo di morti e che si sia trattato di un genocidio, come invece sostiene l'Armenia..

Commentando dalla Bulgaria la dichiarazione di Obama, il presidente turco Abdullah Gul, ha detto: "Ci sono punti su cui non sono d'accordo. Anche centinaia di migliaia di turchi e musulmani morirono nel 1915. Bisogna condividere la sofferenza di tutti", scrie l'agenzia di stato Anatolian citando il presidente.

Il ministero degli Esteri turco ha fatto eco alle parole di Gul, aggiungendo che la percezione della storia che emerge dallo "statement" del presidente Usa è "inaccettabile" e lanciando un appello per uno studio imparziale sul periodo dei fatti.

Quand'era candidato alla Casa Bianca, dove è poi entrato a gennaio, Obama aveva parlato del massacro degli armeni come di un genocodio. Ma ieri, nel tentativo di non provocare la Turchia, ha utilizzato la parola "atrocità".

Le associazioni armene americane hanno criticato Obama per non aver rispettato l'impegno preso in campagna elettorale. Ma il presidente ha risposto che nonostante l'attenta scelta delle parole, la sua posizione resta la stessa.

"Ho abbondantemente affermato il mio punto di vista su quel che accadde nel 1915, e la mia opinione di quella storia non è cambiata", ha detto Obama. "Il mio interesse rimane quello del raggiungimento di un pieno, franco e giusto riconoscimento dei fatti".

Nei giorni scorsi, segnando una svolta diplomatica, Turchia e Armenia hanno annunciato di essere d'accordo su una "road map" per normalizzare le relazioni doo un secolo di ostilità. Ma le insidie al dialogo restano e nuove violenze con l'Azerbaijan potrebbero far deragliare un accordo finale.


Postato alle 17:35 di sabato, 25 aprile 2009
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Categorie del post: politica, esteri, economia, stati uniti, religione, storia, sicurezza, europa, onu , informazione, razzismo, censura, libertà, giornali, governo, non dimenticare, ur not free

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Postato da smilejamaica

 

OGGI DOBBIAMO RICORDARE E INGINOCCHIARCI SOLO A LORO E BRINDARE

ALLA MORTE DI TUTTI I FASCISTI CADUTI!!!

BASTA IPOCRISIA!!!NON VOGLIO UN CONDONO ANCHE PER CHI HA

COMBATTUTO PER TOGLIERCI LA LIBERTA'!!!


Postato alle 14:46 di sabato, 25 aprile 2009
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Categorie del post: politica, scuola, interni, storia, guerra, giovani, video, informazione, costituzione, libertà, governo, non dimenticare, ur not free

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Postato da smilejamaica




Livio Fanzaga Show

Il direttore di Radio Maria illustra ai suoi 2 milioni di fedeli ascoltatori l’equazione tra nichilismo e ateismo, dipingendo ancora una volta gli atei come dei disperati!!!

Postato alle 15:47 di venerdì, 24 aprile 2009
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Categorie del post: vaticano, politica, religione, storia, video, censura, libertà, ur not free, livio fanzaga

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Postato da smilejamaica



ALEX! FATTI UNA SEGA E LASCIA STARE STI COGLIONI RELEGIOSI!!!

Postato alle 15:40 di venerdì, 24 aprile 2009
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Categorie del post: vaticano, politica, scuola, religione, storia, scienza, giovani, video, informazione, libertà, università, non dimenticare, ur not free, livio fanzaga, testamento bilogico

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Postato da smilejamaica

VIGEVANO (Pavia) — Non fosse per il luogo in cui lavora, una chiesa, forse ci sarebbe sta­to chi non si sarebbe stupito più di tanto. Ma quando hanno visto il loro sacrestano acco­glierli davanti al sagrato con una svastica al braccio, tra i fe­deli della parrocchia di San Francesco, a due passi dalla Piazza Ducale di Vigevano (Pa­via), è scoppiato un vero putife­rio. «È una cosa vergognosa», è il coro unanime dei parroc­chiani. Eppure Angelo Idi, 51 anni, sacrista da cinque, che pure ri­schia una denuncia, proprio non capisce il motivo di tanto scompiglio: «È stata una mia li­bera espressione — replica con fare sorpreso il sacrista —. Sia­mo ancora in un Paese libero, o no?». La sua libertà il sacresta­no l'ha voluta esprimere così, indossando al braccio sinistro la fascia rossa con il simbolo nazista.

Il giorno era martedì, guarda a caso la giornata di commemorazione delle vitti­me della Shoah. «Veramente non lo sapevo — si giustifica —, ma non mi pare comunque che in questi anni gli israeliani abbiano avuto la mano leggera con i palestinesi». Così, mentre in Israele si ri­cordava l'Olocausto, Idi stazio­nava sul sagrato della chiesa di San Francesco con il bracciale di Hitler in bella mostra e salu­tava i fedeli che uscivano dalla messa. Capello cortissimo e oc­chialini tondi dietro a due oc­chi dall'espressione indecifrabi­le, Angelo Idi non ha problemi a parlare delle sue idee politi­che. «Sì, io sono di estrema de­stra — ammette — e sono fiero di esserlo. Mi sento il portavo­ce delle Brigate Nere, dei giova­ni combattenti della Repubbli­ca di Salò che non hanno sven­duto il loro onore e la patria, co­me invece hanno fatto coloro che, definendosi combattenti, hanno fomentato una guerra fratricida».

Lui che al periodico «La Le­gione » ha pure scritto una lette­ra per porgere le scuse dell'Ita­lia alla famiglia Mussolini, non vede nessun conflitto tra politi­ca e religione. «In chiesa lavoro col massimo dell'impegno — dice —. Del resto quanti buoni cattolici votano a sinistra e quanti si sono espressi a favore dell'aborto?» Il vescovo Baggini, fa sapere di non aver dichiarazioni da fa­re in merito alla vicenda, men­tre il telefono del parroco, mon­signor Paolo Bonato, squilla a vuoto. Il capogruppo di Rifon­dazione, Roberto Guarchi, chie­de a gran voce l'allontanamen­to del sacrestano: «È un fatto inammissibile — commenta — va rimosso dall'incarico».

di Erika Camasso


Postato alle 14:57 di venerdì, 24 aprile 2009
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Categorie del post: vaticano, politica, interni, religione, storia, giustizia, sicurezza, informazione, razzismo, costituzione, libertà, giornali, non dimenticare, ur not free

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