giovedì, 24 aprile 2008

Grave atto d'accusa del Sinacc, l'associazione dei militari in congedo
"Violato il regolamento che vieta espressamente la propaganda politica"

'Alemanno fa campagna in caserma'
La replica: 'Ero lì come deputato'

Brutti (Pd):"Un'iniziativa anomala, si faccia chiarezza"



Carabinieri-1ROMA -
"Il Comandante Provinciale dei carabinieri, Colonnello Vittorio Tomasone, violando la normativa militare consente a Gianni Alemanno, candidato a sindaco di Roma, di svolgere campagna elettorale all'interno della sua caserma. L'episodio è accaduto lunedì mattina nella sede del Comando Provinciale, a Piazza San Lorenzo in Lucina, dove Alemanno ha incontrato i rappresentanti "sindacali dell'Arma" di Roma".

La grave denuncia, girata anche alla procura militare di Roma, arriva dal Sinacc, il Sindacato Nazionale Carabinieri in congedo. "L'articolo 6 - ricorda l'associazione - impone che le forze armate debbano in ogni circostanza mantenersi al di fuori delle competizioni politiche e stabilisce che ai militari è fatto divieto di '... svolgere propaganda a favore o contro partiti, associazioni politiche o candidati ad elezioni politiche ed amministrative'. Inoltre l'articolo 7 vieta riunioni non di servizio nell'ambito dei luoghi militari o comunque destinati al servizio".

Il Sinacc sottolinea poi che "a prescindere dalla normativa vigente, è indubbio che la campagna elettorale svolta all'interno della caserma, con l'avallo del Colonnello Vittorio Tomasone, è un gesto illegale, inaudito, inopportuno, che lede il prestigio delle forze armate e dell'Arma dei carabinieri" e chiede "quali provvedimenti saranno presi nei confronti dell'ufficiale, innanzitutto dal Comandante di Regione, Baldassare Favara, e in secondo luogo dall'autorità ministeriale".

Richiesta di giustizia alla quale lo stesso sindacato sembra non credere. "Considerando la vittoria della destra al governo e la campagna elettorale che si sta svolgendo all'interno delle caserme, a favore del Popolo della Libertà - si legge nella denuncia - nutriamo forti dubbi sulla punizione del manchevole".

"Ma il Sinacc - lamenta il Responsabile Nazionale del sindacato, Folco Formiga - non può esimersi dal denunciare questo fatto che offende la dignità dei militari e mortifica chi rigorosamente svolge i propri compiti rispettando la legalità". "Non è possibile - conclude Formiga - assistere a semplici carabinieri che vengono sanzionati per fatti risibili ed alti ufficiali che possono disporre indisturbati ed impuniti di apparati militari come cosa propria, agendo in violazione delle normative militari".

La versione fornita dal candidato sindaco del Pdl è naturalmente un'altra. "Le visite dei parlamentari alle strutture militari sono consentite dalla legge n. 206 del 1998 - è stata la replica del suo comitato elettorale - pertanto l'onorevole Alemanno era nel suo pieno diritto nel momento in cui, nel rispetto del dettato della normativa citata, ha preannunciato e poi svolto una visita alla sede del Comando provinciale dei carabinieri in piazza San Lorenzo in Lucina a Roma".

"Ovviamente - sottolinea ancora la nota - l'incontro è stato sollecitato per acquisire informazioni utili all'attività parlamentare sul versante della sicurezza e soltanto una persona in malafede può assimilare un'iniziativa di questo genere a un comizio elettorale".

La spiegazione di Alemanno non convince il senatore del Pd, Massimo Brutti: "Sono sorpreso di fronte alla notizia secondo cui nell'agenda elettorale di Gianni Alemanno ha trovato posto anche una visita a una caserma dei carabinieri, resa poi nota da un'associazione di Carabinieri in congedo". "La versione fornita dall'onorevole Alemanno - prosegue Brutti - mostra chiaramente che si è trattato di una iniziativa strettamente legata alla campagna elettorale e determinata da un giudizio politico di parte sul ruolo dei carabinieri. Chiediamo di conoscere sulla base di quale richiesta e di quale decisione delle autorità competenti si sia svolta questa anomala iniziativa".

da www.repubblica.it
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mercoledì, 23 aprile 2008

Grave atto d'accusa del Sinacc, l'associazione dei militari in congedo
"Violato il regolamento che vieta espressamente la propaganda politica"

L'esposto anche alla procura, chiedendo sanzioni contro il comandante provinciale

lapr_12786782_07370ROMA - "Il Comandante Provinciale dei carabinieri, Colonnello Vittorio Tomasone, violando la normativa militare consente a Gianni Alemanno, candidato a sindaco di Roma, di svolgere campagna elettorale all'interno della sua caserma. L'episodio è accaduto lunedì mattina nella sede del Comando Provinciale, a Piazza San Lorenzo in Lucina, dove Alemanno ha incontrato i rappresentanti "sindacali dell'Arma" di Roma".

La grave denuncia, girata anche alla procura militare di Roma, arriva dal Sinacc, il Sindacato Nazionale Carabinieri in congedo. "L'articolo 6 - ricorda l'associazione - impone che le forze armate debbano in ogni circostanza mantenersi al di fuori delle competizioni politiche e stabilisce che ai militari è fatto divieto di '... svolgere propaganda a favore o contro partiti, associazioni politiche o candidati ad elezioni politiche ed amministrative'. Inoltre l'articolo 7 vieta riunioni non di servizio nell'ambito dei luoghi militari o comunque destinati al servizio".

Il Sinacc sottolinea poi che "a prescindere dalla normativa vigente, è indubbio che la campagna elettorale svolta all'interno della caserma, con l'avallo del Colonnello Vittorio Tomasone, è un gesto illegale, inaudito, inopportuno, che lede il prestigio delle forze armate e dell'Arma dei carabinieri" e chiede "quali provvedimenti saranno presi nei confronti dell'ufficiale, innanzitutto dal Comandante di Regione, Baldassare Favara, e in secondo luogo dall'autorità ministeriale".

Richiesta di giustizia alla quale lo stesso sindacato sembra non credere. "Considerando la vittoria della destra al governo e la campagna elettorale che si sta svolgendo all'interno delle caserme, a favore del Popolo della Libertà - si legge nella denuncia - nutriamo forti dubbi sulla punizione del manchevole".

"Ma il Sinacc - lamenta il Responsabile Nazionale del sindacato, Folco Formiga - non può esimersi dal denunciare questo fatto che offende la dignità dei militari e mortifica chi rigorosamente svolge i propri compiti rispettando la legalità". "Non è possibile - conclude Formiga - assistere a semplici carabinieri che vengono sanzionati per fatti risibili ed alti ufficiali che possono disporre indisturbati ed impuniti di apparati militari come cosa propria, agendo in violazione delle normative militari".

da www.repubblica.it
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mercoledì, 23 aprile 2008

L’ULTIMA BUGIA CONTRO IL VENEZUELA


homerImmancabilmente i media italiani si sono scatenati contro Hugo Chávez che avrebbe addirittura censurato un cartone animato, i Simpson. Ma è l’ennesimo caso di malafede informativa contro i governi integrazionisti latinoamericani che cercano di darsi strutture da società civile moderna.
La Stampa di Torino, con un servizio scritto da Madrid citando solo fonti statunitensi, parla addirittura di “museruola chavista” contro i Simpson. I toni degli altri media, in Italia e fuori, sono gli stessi: Chávez censura un cartone animato; l’ultimo passo del delirio censorio di Chávez e via con i soliti toni tra il derisorio e lo scandalizzato.
Ma è successo davvero? No. Non è mai successo.
Intanto vediamo i fatti: in Venezuela, per la prima volta nella storia esiste una commissione, la CONATEL, formata da autorevoli professionisti indipendenti, che si occupa di stabilire quali programmi possano andare in fascia protetta per l’infanzia e quali no.
C’è anche negli Stati Uniti e c’è anche in Italia, Francia, Germania, Argentina, Messico eccetera. Che ci sia nel resto del mondo va bene, se c’è in Venezuela agli stessi ai quali va bene nel resto del mondo invece non va bene.
Questa commissione ha deciso che il cartone animato “I Simpson”, vada trasmesso al di fuori della fascia protetta. Questo è tutto. Ovvero siamo di fronte alla seguente non notizia: “autorevole commissione di esperti considera programma inadatto alla fascia protetta”. Tradurre tale notizia in “museruola chavista” si commenta da sé.
Il problema è che se chi scrive è in primo luogo animato da volontà di disinformare e in secondo luogo è a sua volta disinformato dalle proprie fonti (che non verifica, mancando a qualunque etica professionale), il risultato è un insulto al lettore nel suo sacrosanto diritto che gliela si racconti giusta. Prima della legge di responsabilità televisiva in Venezuela c’era la giungla, e in teoria in fascia protetta poteva essere programmato anche un film porno.
Quegli stessi che gridano alla censura oggi, prima non se ne curavano e anzi pensavano che fosse libertà di espressione garantire qualunque trasmissione a qualunque ora che inframezzasse i consigli per gli acquisti.
Ma non è tutto qui. Esistono decine di studi e opinioni di autorevoli esperti che sostengono che “i Simpson” sia un programma per adulti, quindi la decisione della CONATEL può essere opinabile e non condivisa, ma non è strampalata. Negli stessi Stati Uniti d’America, ed in una lunga lista di altri paesi, i Simpson sono stati classificati come “adatti ad un pubblico maggiore di 13 anni”.
Perché nessun articolo cita questa informazione facilmente disponibile? Perché tale informazione avrebbe reso evidentemente legittima ed opportuna la decisione della CONATEL, equiparando la decisione della commissione venezuelana a quella di analoghi organismi statunitensi.
Inoltre l’unico paese dove i Simpson sono stati sottoposti materialmente alle forbici del censore sono stati gli Stati Uniti, per una battuta contro la guerra in Iraq, ma anche su questo si glissa dappertutto.
Infine: non c’è nessuna evidenza che il presidente Hugo Chávez abbia avuto un ruolo nella decisione; potrebbe perfino averla subita.
La CONATEL è una commissione indipendente formata da psicologi dell’età evolutiva, pedagoghi ed altri esperti. Nessuna persona intellettualmente onesta può pensare che nella caotica democrazia venezuelana tutte le decisioni siano prese dal presidente ma, semplicemente, se non se ne accusa Chávez, anche mentendo, di nuovo la notizia non c’è.
Ma certo, se il titolo fosse stato: “autorevole commissione di esperti considera programma inadatto alla fascia protetta”, chi avrebbe pubblicato la notizia? Vuoi mettere invece un “il pagliaccio di Chávez censura cartone animato statunitense”? Peccato che sia un falso, anche se nessuno se ne scuserà.

fonte www.gennarocarotenuto.it

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domenica, 20 aprile 2008

scarcerato dopo poche ore, ha accettato di seguire una terapia antidroga

Arrestato noto giornalista della Cnn

Richard Quest è stato pizzicato al Central Park: aveva droga, una corda intorno al collo e un fallo in uno stivale


cnn--180x140NEW YORK - Bruttissima avventura per un volto noto della Cnn, Richard Quest. Il giornalista britannico, 46 anni, è stato arrestato al Central Park di New York, la notte tra giovedì e venerdì. Quando la polizia lo ha ammanettato Quest era in una situazione decisamente imbarazzante, oltre che in possesso di droga: secondo il tabloid New York Post, il cronista aveva una corda intorno al collo che gli legava anche i genitali, oltre a un fallo di gomma infilato in uno stivale. E in più era in compagnia di un altro uomo. Ecco le accuse: essere entrato nel parco durante la notte (è proibito dopo l'una) e possesso di stupefacenti. In tasca aveva un pasticca di metanfetamina, spesso utilizzata come stimolante sessuale. Quest è stato scarcerato dopo poche ore e ha accettato di seguire sei mesi di terapia antidroga. Se la terapia darà risultati positivi, le incriminazioni cadranno.

SERVIZI IRRIVERENTI - Quest è molto conosciuto, anche al pubblico europeo, perché è uno dei giornalisti più estrosi e simpatici dell'emittente e della Cnn International. Spesso è l'autore di servizi irriverenti, pieni di fantasia e non di rado spiritosi, generalmente da Londra o dagli Stati Uniti, dove aveva seguito la visita della Regina Elisabetta e parte delle primarie.

da www.corriere.it
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sabato, 19 aprile 2008
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I primi passi...


Nasce il 29 settembre 1936 a Milano, da Luigi Berlusconi, impiegato alla Banca Rasini, e Rosa Bossi, casalinga. Comincia la sua attività di costruttore nei primi anni '60, giovane e senza disponibilità economiche, da inizio ad una escalation di acquisti miliardari! Per
esempio: il 26 settembre 1968, acquistò dal conte Bonzi un terreno per edificare 'Milano2' pagandolo 3 miliardi di lire.

Dove ha preso i soldi? I soldi venivano dalla Banca Rasini, dove il padre di Berlusconi lavorava (passò da semplice impiegato a direttore generale). La Banca Rasini è una delle banche indicata dai giudici di Palermo come una di quelle usate dalla mafia per riciclare i soldi, può vantare come correntisti i principali boss della mafia: Pippo Calò, Totò Riina, Bernardo Provenzano.

Fonti: Procura di Palermo e Caltanissetta

Link: http://it.wikipedia.org/wiki/Banca_Rasini



Soldi Soldi Soldi...

La Fininvest, il gruppo finanziario e televisivo di Berlusconi, tra il 1978 ed il 1983 ricevette finanziamenti di 113 miliardi di lire (equivalenti ad oltre 300 milioni di euro nel 2006) L'origine dei finanziamenti è tutt'ora ignota!.La procura di Palermo nel '98 incaricò Francesco Giuffrida (tecnico della Banca d'Italia) per indagare sui flussi finanziari che arrivarono alla Fininvest, Giuffrida non riuscì a capire la provenienza di quei soldi perché come dice lui stesso: '... le operazioni appaiono costruite ad arte per dissimulare la reale provenienza del denaro.poichè il complesso sistema di società holding attraverso cui essi passarono, rende impossibile rintracciarne la fonte.'

Fonti: Procura di Palermo e Caltanissetta

Link: http://it.wikipedia.org/wiki/Banca_Rasini



Mafia!

La Mafia non compare solamente come finanziatrice dell'impero Berlusconi, essa stringe forti legami con il cavaliere!
Il pubblico ministero Luca Tescaroli durante il processo sulla strage di Capaci, dichiarò che Totò Riina qualche giorno prima dell'attentato a Falcone incontrò Berlusconi e Dell'Utri. Chi è Dell'Utri? È il braccio destro di Berlusconi, è l'ideatore del partito 'Forza Italia' (è senatore di F.I.), è l'uomo che porta nella villa di Arcore Vittorio Mangano per assumerlo come stalliere. Dell'Utri nel 2004 venne condannato dai giudici di Palermo a 9 anni di reclusione per 'associazione mafiosa'.

Chi è Mangano?
 

È lo 'stalliere' della villa Berlusconi però il Cavaliere lo fa partecipare alle cene di famiglia e lavoro, gli fa accompagnare i figli a scuola e la moglie a fare shopping! In realtà Mangano è un boss della Mafia condannato nel 2000 all'ergastolo per traffico droga-mafia-omicidio.

Fonti: Requisitoria 3/10/2000 Caltanissetta, Procura di Palermo,
Ultima intervista a Borsellino (21/05/1992)



P2

A Berlusconi la Mafia siciliana non bastava! E così nel '78 si iscrive alla P2.

Cos'è la P2?


L'esistenza di una loggia massonica segreta guidata da Licio Gelli, denominata 'Propaganda 2', emerge nel marzo del 1981 dalle indagini dei magistrati di Milano.Negli elenchi della loggia (953 persone) erano iscritti i nomi di quattro ministri o ex ministri, 44
parlamentari, tutti i vertici dei servizi segreti, il comandante della Guardia di finanza, alti ufficiali dei Carabinieri, militari, prefetti, funzionari, magistrati, banchieri, imprenditori, direttori di giornali, giornalisti... e Berlusconi con la tessera numero 1816.
Una commissione parlamentare d'inchiesta emanò una legge che sciolse la P2, una settimana dopo, il governo presieduto da Arnaldo Forlani dà le dimissioni e i capi dei servizi di sicurezza sono tutti licenziati.

A cosa mirava la P2? Durante una perquisizione venne trovato il programma della P2, nominato 'piano di Rinascita Democratica' che, attraverso il controllo dei mass media, mirava al controllo dei sindacati, della magistratura e al rafforzamento in senso autoritario
del potere istituzionale. Molti nomi della P2 sono ancora segreti e molti sono i misteri che avvolgono alcune morti degli iscritti come Roberto Calvi o Mino Pecorelli. Questa associazione garantì a Berlusconi un credito illimitato presso alcune banche affiliate per
non parlare dei 'favori' e 'sconti' da parte della finanza e magistratura.

Fonti: Commisione parlamentare d'inchiesta sulla loggia P2 (Legge 23 settembre 1981, n. 527)

Link: http://it.wikipedia.org/wiki/P2
http://www.misteriditalia.com/loggiap2/



Agganci Politici

A fornire i soldi, come abbiamo visto, ci pesava la Mafia ma Berlusconi per consolidare il suo impero aveva bisogno di leggi! ...e anche questa volta venne aiutato! Da chi?
Da Bettino Craxi (condannato in vari processi per tangenti ecorruzione per un totale di 10 anni) suo fedele amico e padrino di battesimo della figlia Barbara Berlusconi.
Nel 1984 il Cavaliere acquistò l'emittente Rete 4 dalla Mondatori, arrivando a possedere tre network televisivi nazionali. La legge dell'epoca non permetteva alle emittenti private di trasmettere su tutto il territorio nazionale ma Berlusconi trasmetteva liberamente e illegalmente! Tre pretori, di Torino, Pescara e Roma, sequestrano gli impianti che consentono le trasmissioni illegalie. Craxi nello stesso anno vara un decreto urgente (il primo 'decreto Berlusconi') per legalizzare la situazione illegale. Ma il decreto non viene convertito in legge perché incostituzionale. Craxi ne vara un altro (il secondo 'decreto
Berlusconi'), minacciando i partiti alleati di andare alle elezioni anticipate in caso di nuova bocciatura del decreto. E nel febbraio '85 il decreto sarà approvato, dopo che il governo avrà posto la questione di fiducia.

Come si sdebita Silvio?

I pubblici ministeri di Milano hanno rintracciato almeno 6 milioni di dollari, che sarebbero passati dai conti bancari esteri della Fininvest a conti bancari in Tunisia, che la magistratura ritiene controllati da Craxi.

Fonti: opuscolo 'Berlusconi', distribuito da Gianni Vattimo a tutti i Parlamentari europei

Link: http://www.giannivattimo.it/Berlusconi.pdf



Nuovi amici!?

Ormai orfano dei suoi amici politici, travolti dallo scandalo tangentopoli (Craxi fugge in Tunisia), Berlusconi entra direttamente in politica per gestire personalmente i suoi affari.

Durante un colloquio con Enzo Biagi, Berlusconi rivelò: 'devo entrare in politica perché sennò mi fanno saltare per aria... e avrò delle noie giudiziarie!'. Maurizio Cartotto, consulente di Berlusconi, chiamato a testimoniare in vari processi, dichiara: 'Berlusconi diceva che se non fosse entrato in politica sarebbe stato accusato di essere mafioso!'.

Nel 27 Marzo '94 vince le elezioni ma il 22 dicembre è costretto a dimettersi per una mozione di sfiducia della Lega Nord. L'ex Ministro delle Riforme Umberto Bossi tra il 94 e il 99 disse testualmente in vari interventi riportati sui giornali:

'Berlusconi mostra le stesse caratteristiche dei dittatori...
Berlusconi è l'uomo della mafia...
La Fininvest è nata da CosaNostra... sono stato io a metter giù il partito del mafioso... L'uomo di Cosa Nostra, con la Fininvest, ha qualcosa come 38 holding, di cui 16 occulte, furono fatte nascere da una banca di Palermo a Milano,
la Banca Rasini, la banca di Cosa Nostra... Ma vi pare possibile che uno che possiede 140 aziende possa fare gli interessi dei cittadini?... Le sue televisioni sono contro la Costituzione. bisogna portargliele via.

Ci troviamo in una situazione di incostituzionalità gravissima, da
Sudamerica'

Fonti: Wide Angle documento TV Americana Giornali 94-99

Link: http://www.giannivattimo.it/Berlusconi.pdf



Le leggi ora me le faccio da solo!

Legge sulle rogatorie internazionali che le rende più complesse;

- Abolizione della tassa sulle successioni e donazioni per i grandipatrimoni;

- Depenalizzazione del falso in bilancio nella disciplina dei mercati finanziari;

- Condono fiscale;

- Legge Cirami sul legittimo sospetto;

- Lodo Schifani sulla sospensione dei processi alle altecariche dello stato;

- Decreto spalma-debiti per le società sportive;

- Decreto salva Rete4;

- Legge Gasparri di riforma del sistemaradiotelevisivo nazionale;

- Legge Frattini sul conflitto d'interessi;

- Previdenza complementare che favorisce il sistema assicurativo;

- Norme sul digitale terrestre che finanziano la vendita di decoder;

- Legge ex Cirielli che accorcia i termini di prescrizione di molti reati;

- Inappellabilità delle sentenze di proscioglimento



Processi

Elencare tutti i processi sarebbe troppo lungo e noioso, ne riporto solo alcuni:

1990
La Corte d'appello di Venezia lo dichiara colpevole di aver giurato il falso davanti ai giudici, a proposito della sua iscrizione alla lista P2. Berlusconi viene dichiarato colpevole, ma il reato è estinto per l'intervenuta amnistia del 1989.

1991
Berlusconi accusato di concorso in corruzione in atti giudiziari, per aver pagato i giudici di Roma in modo da ottenere una decisione a suo favore nel Lodo Mondadori, che doveva decidere la proprietà della casa editrice. La Corte d'appello, decide nel giugno 2001 che per Berlusconi è ipotizzabile il reato di corruzione semplice e grazie alla concessione delle attenuanti generiche, ha ottenuto la prescrizione del reato ed ha evitato la condanna.

1998
In primo grado viene condannato a due anni e quattro mesi per i 23 miliardi versati tramite il conto All Iberian a Bettino Craxi. La sentenza di Appello (secondo grado) sancisce che il reato è estinto per prescrizione (è passato troppo tempo) e che «per nessuno degli imputati emerge dagli atti l'evidenza dell'innocenza». La sentenza definitiva (terzo grado) condanna Berlusconi al pagamento delle spese processuali.

La procura di Palermo ha indagato su Berlusconi e Dell'Utri per concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggiodi denaro sporco. Nel 1998 l'indagine è stata archiviata per scadenza dei termini massimi concessi per indagare. Dell'Utri, in un altro procedimento, è stato condannato a Palermo a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, dagli atti risulta che Forza italia sarebbe stata fondata per fornire nuovi agganci politici alla mafia e che Berlusconi sarebbe stato messo da Dell'Utri nelle mani della mafia fin dal 1974.

2000
Berlusconi è accusato di aver corrotto i giudici durante le operazioni per l'acquisto della Sme. Nel 2004 Berlusconi viene assolto per prescrizione.

2005
Falso in bilancio. La Finivest avrebbe spostato, tra il 1989 e il 1996, fondi neri per almeno 2 mila miliardi di lire.

I giudici della seconda sezione penale del tribunale di Milano hanno assolto Silvio Berlusconi e gli ex manager Fininvest dall'accusa di falso in bilancio, in quanto il fatto non costituisce reato: grazie alla riforma del diritto societario del 2001, approvata dal Governo
Berlusconi.

2006
Indagini in corso per: Diritti televisivi, Frode fiscale, Appropriazione indebita, Tangenti a David Millis, Corruzione giudiziaria, Violazione della legge antitrust spagnola e frode
fiscale.

Fonti: Sentenze Tribunali

Link: http://it.wikipedia.org/wiki/Silvio_Berlusconi/Pro- cedimenti_giudiziari



Fallimento Politico. ...Prima e dopo Berlusconi


Variazione Pil: 2001 1,7% 2005 0,2% (Fonte: Eurostat) | Debito Pubblico (in miliardi): 2001 1.348 2005 1.542 (Fonte: Banca d'Italia) | Export Ita sul tot mondiale: 2001 4,0% 2005 2,9% (Fonte: Fondo Monetario Internazionale) | Saldo bilancia commerciale (in milioni): 2001 +9.233 2005 -10.368 (fonte: Istat) | Rapporto tra deficit e Pil (in percentuale) 2001 3,2% 2005 4,3% (Fonte: ministero dell'Economia) | Posizione Italia nelle classifiche della competitività: 2001 24° 2005 47° (Fonte: World Economic Forum) ...


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giovedì, 17 aprile 2008

La sconfitta



tortaNiente America, niente duello McCain-Obama all'italiana. Semmai assomigliamo di più alla Thailandia del miliardario Thaksin, col signore delle televisioni che torna prepotentemente al governo a braccetto con lo xenofobo padano. Per continuare - sulla scia delle paure sociali - il lavoro che ha già profondamente trasformato questo paese nella costola più retriva e populista dell'Europa.
Il responso elettorale è pessimo. Talmente brutto che permetterà a Silvio Berlusconi d'incalzare il Pd sul terreno delle riforme plebiscitarie e presidenzialiste. Walter Veltroni deve stare attento a non rallegrarsi per l'attenzione che il Cavaliere gli concederà, in un abbraccio che magari permetterebbe al leader del Partito democratico di assecondare il suo credo bipolarista, finendo però per travolgerlo. Il risultato del Pd non è esaltante: poco sopra a quello dell'Unione di due anni fa solo grazie al voto utile che ha desertificato a sinistra, senza recuperare nulla al centro e a destra. Anzi.
Ma ciò che oggi salta più ai nostri occhi, in maniera netta, è la sconfitta della sinistra, fin dentro il baratro - perdendo tre milioni di voti -
della scomparsa parlamentare. I prodromi c'erano tutti, ma non ne abbiamo viste fino in fondo le conseguenze. La Sinistra-l'Arcobaleno ha pagato carissimo il costo di due anni di governo in cui non ha portato a casa quasi nulla di ciò che si aspettavano il suo elettorato e la sua gente. Così ha perso consensi a sinistra, nell'astensionismo e - seppure in misura minore - verso liste minori. Poi è stata penalizzata dalla logica del «voto utile» (a contrastare Berlusconi) dissanguandosi per il Pd. Infine, proponendosi come investimento sul futuro - pensando che una promessa sia un progetto - ha svelato tutto il vuoto di analisi sociale e proposta cultural-politica che ne fotografa oggi le assenze. Si è offerta come un «vuoto da riempire». Gli elettori, che non sono scemi, non le hanno creduto: la composizione delle liste è stata da manuale Cencelli, era evidente la divisione che continuava tra i partiti «promotori» (pronti a sfilarsi un minuto dopo la chiusura dei seggi). Risultato: macerie, che rischiano di seppellire quel poco di pratica comune affrettatamente sperimentata in campagna elettorale.
Da oggi la sinistra è un soggetto extraparlamentare. Non è cosa da niente: scompare ogni argine istituzionale alle strette che si preparano con l'approssimarsi della crisi economica - che già ha spinto a destra molta parte dei soggetti sociali più deboli - e di fronte al trionfo populista e autoritario delle destre. Resta un futuro tutto da costruire: se si partirà dalla lezione subita, ricominciando da zero a praticare il conflitto sociale e capire come dare veste politica a un'ipotesi d'alternativa al quadro liberista, persino una simile sconfitta può diventare un'occasione. Se ci si ridurrà a una resa dei conti tra quadri dirigenti - priva di autocritica (a partire dalla messa in discussione del ruolo di ciascuno) -, allora si diano al turismo.

Niente Thailandia, meglio il Nepal.
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mercoledì, 09 aprile 2008

11-12-04goodfellasIl Cavaliere ripropone i test psicoattitudinali per i magistrati
Dell'Utri: il fattore mafioso "ha taciuto nonostante le pressioni dei pm"

Berlusconi: "Perizie per i pm"
Dell'Utri: "Mangano un eroe"

Il senatore azzurro attacca "il professionismo dell'antimafia"
E promette: "Se vince il Pdl riscriveremo la Resistenza sui libri"



ROMA
- Berlusconi chiede "perizie psichiatriche sui pm" e attesta che il Pd è "l'ultimo trasformismo del partito comunista". Ma la vera perla della giornata è un'altra: "Il fattore Vittorio Mangano (ergastolo per mafia e addetto alle scuderie di casa Berlusconi ndr) è un eroe", parola di Marcello Dell'Utri, senatore uscente, candidato e condannato per tentata estorsione. Che già che c'è se la prende anche con i professionisti dell'antimafia e con i libri di storia, tutti "da rivedere".

Che negli ultimi giorni si sarebbe alzato il tono della campagna elettorale era un dato atteso e acquisito. Un po' meno atteso era che il Cavaliere e il suo staff tornassero a spingere, a quattro giorni dal voto, su argomenti consumati. Ma a pochi giorni dal voto certi messaggi sono cruciali, per chi se li aspetta e per chi deve ancora decidere come votare.

Così, a Savona, città del ponente ligure decisiva per l'assegnazione della Liguria, Berlusconi alza il livello di scontro con la magistratura. "Il pubblico accusatore - annuncia col tono di chi promette - dovrebbe essere sottoposto periodicamente a esami che ne attestino la sanità mentale". Insomma, secondo il Berlusconi pensiero, nei tribunale dovrebbero girare meno tabulati di intercettazioni e più psicologi.

Il leader della Pdl riparte dallo stop alla riforma dell'ordinamento giudiziario firmata dall'allora Guardasigilli Roberto Castelli che prevedeva "test psico-attitudinali" per entrare in magistratura. Polemiche feroci, iter parlamentare complesso e pieno di stop&go. Ma alla fine quel test divenne obbligatorio per legge. Una legge mai applicata in verità, perchè cassata prima ancora di entrare in vigore dalle modifiche messe a punto dal governo Prodi.
Ora Berlusconi rilancia. Non solo test, ma un vero esame medico. E non solo all'inizio, ma periodicamente. Una prospettiva che supera anche l'origine prima della questione: il "Piano di rinascita democratica" di Licio Gelli, il gran maestro della P2 che negli anni settanta aveva chiesto l'introduzione di "esami psico-attitudinali preliminari" per le aspiranti toghe.

Il Guardasigilli in carica, l'ex magistrato e presidente del tribunale di Roma Luigi Scotti accusa Berlusconi di "creare sfiducia" e di "recare un danno al paese". Un altro ex pm come il deputato di An Alfredo Mantovano invita invece a non bocciare la cosa per partito preso: "I piloti e molte altre categorie professionali che hanno la responsabilità della vita delle persone sono sottoposti periodicamente a test di verifica del loro equilibrio fisico e psichico".

L'attacco alla magistratura e alla legalità firmato Pdl arriva anche dal web. Sul sito di Klaus Davi, infatti, KlausCondicio, in onda su YouTube il senatore dice la sua sulla lotta alla mafia, sull'allarme della politica e sui pentiti. L'antimafia, commenta Dell'Utri condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa e in secondo per tentata estorsione, "è importantissima, ma quando diventa una sorta di brand non è un fatto positivo. Dopotutto, lo aveva già detto Sciascia..." quando inventò la categoria dei professionisti dell'antimafia. L'allarme mafia, aggiunge, "spesso serve ai partiti per coprire la loro mancanza di contenuti". Quanto ai pentiti, poi, Dell'Utri dice di "conoscere quasi tutti i pentiti di mafia, ma oggi faccio fatica a individuarne uno sano, anche se ce ne saranno".

In questo contesto arriva la quasi santificazione di Vittorio Mangano, lo stalliere di Arcore condannato nel 2000 all'ergastolo per associazione mafiosa. "Il fattore Vittorio Mangano, condannato in primo grado all'ergastolo - afferma Dell'Utri - è morto per causa mia. Era malato di cancro quando è entrato in carcere ed è stato ripetutamente invitato a fare dichiarazioni contro di me e il presidente Berlusconi. Se lo avesse fatto, lo avrebbero scarcerato con lauti premi e si sarebbe salvato. A modo suo è un eroe".

Non finisce qui. Noto bibliofilo, collezionista di testi rari nonchè con velleità pedagogiche (Dell'Utri ha ideato una sorta di scuola di politica per i giovani), il senatore aggiunge anche che "se eletto farà di tutto per avviare la revisione dei libri di storia", a cominciare dal periodo della Resistenza.

Appena le agenzie rilanciano il Dell'Utri-pensiero, scattano le reazioni del Pd e della Sinistra, raramente concordi in questa campagna elettorale. Anna Finocchiaro e Rosi Bindi attaccano il senatore che "denigra la resistenza e difende la memoria dei mafiosi". Il verde Angelo Bonelli bolla quelle di Dell'Utri come parole "allucinanti", "fuori dal contesto democratico" e "in contrasto con la Costituzione". Di Pietro ragiona da ex pm e dice: "Quel riconoscimento post mortem nasconde qualcosa d'altro". Un messaggio? Francesco Forgione, presidente della Commissione Antimafia, candidato in Calabria per la Sinistra e chiamato direttamente in causa da Dell'Utri, replica: "Per noi gli eroi possono essere solo le vittime della mafia".

da www.repubblica.it
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mercoledì, 09 aprile 2008
CHI VINCERA' LE PROSSIME ELEZIONI?
 VELTRUSCONI O VELTRUSCONI?

 

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martedì, 08 aprile 2008

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martedì, 08 aprile 2008
     
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Vediamo chi è il più incazzato!!!
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