giovedì, 31 gennaio 2008



Dopo circa due anni di sopravvivenza “stentata”, chiude Italia.it: il portale che doveva essere il punto di riferimento per il turismo internazionale verso il nostro paese e non solo.

E’ costato 45 milioni di euro. Cifra molto ma molto spropositata, per giunta con qualità molto ma molto scarsa.

Doveva essere la vetrina digitale del Bel Paese e forse col senno di poi, lo è stato sul serio.

Un portale creato con “tecnologie” obsolete, consumando una cifra spropositata di denaro pubblico, finisce con lo scomparire nel nulla, come nel nulla ora sono questi 45 milioni di euro.

Con un Italia, questa volta politica ed economica, che arranca e che cerca di inseguire col fiatone non solo gli Stati Uniti ma anche i suoi “colleghi” europei (Francia, Germania, Spagna), che spende e spande ma che non fa investimenti o meglio li fa ma con un occhio non al futuro ma al presente.

Possiamo dire un Italia.it molto simile all’Italia. Possiamo dire che, alla fine, il portale Italia.it è divenuto realmente la vetrina digitale del Bel Paese, peccato che non sia “una bella vetrina”.

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giovedì, 31 gennaio 2008
20 settembre 1991, Santoro e Maurizio Costanzo dedicano una serata televisiva a reti unificate (Rai Tre e Canale 5) alla figura di Libero Grassi.


17 ANNI DOPO...


cuffaroPALERMO -
Lascia il Governatore della Sicilia. Anticipando il procedimento di sospensione avviato presso il ministero dell'Interno e richiesto dalla procura di Palermo, Salvatore Cuffaro annuncia le sue dimissioni "irrevocabili". Dopo le polemiche legate alla condanna a cinque anni di reclusione per favoreggiamento, il Governatore abbandona perchè "non può essere fattore di divisione": "Mi dimetto per non tradire quegli ideali ai quali sono stato educato. Lo faccio per la mia famiglia e lo faccio come ultimo atto di rispetto verso i siciliani".

"Ho visto diffondersi in questi giorni una crescente ostilità verso la mia persona. E siccome il popolo, più che i salotti o le manovre di palazzo, è sempre stato l'elemento centrale della mia esperienza politica, anche in questa circostanza così delicata non voglio sottrarmi ad un confronto leale con esso".

Nuove elezioni quindi in Sicilia: "Entro tre mesi dallo scioglimento dell'Assemblea" ha annunciato il presidente del parlamento siciliano Gianfranco Miccichè.

Subito dopo la sentenza di condanna, Cuffaro aveva detto che non si sarebbe dimesso, ma le polemiche di questi giorni e le critiche sollevate anche da alcuni rappresentanti della sua parte politica, lo hanno convinto a lasciare la poltrona che sognava essere sua fino al 2011. Ma in politica l'ex Governatore resterà. Secondo fonti parlamentari dell'Udc, alle prossime elezioni politiche, l'ex presidente della Regione Sicilia dovrebbe essere candidato come capolista al Senato. Nel caso si decidesse di destinare l'ex governatore alla Camera dei deputati verrebbe inserito o come capolista o subito dopo il nome del leader Pier Ferdinando Casini che si detto convinto che "tra qualche mese, quando Cuffaro sarà assolto da tutte le accuse, tanti sciacalli di queste ore saranno in prima fila a chiedergli scusa".

Gli è stata fatale la foto con un platò di cannoli per festeggiare di aver scansato l'accusa di aver favorito Cosa Nostra. Quella foto ha fatto il giro del mondo. Il perdono della città seguito alla condanna, si è trasformato in attacco dopo la pubblicazione di quell'immagine. Luca Cordero di Montezemolo, presidente degli industriali l'ha definita una "brutta scena" e Walter Veltroni, segretario del Pd, si è domandanto se davvero fosse morale "festeggiare una condanna a 5 anni con dei cannoli".

da Repubblica.it

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mercoledì, 30 gennaio 2008
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mercoledì, 30 gennaio 2008

20071011_paolorossi

Vi metto per intero il monologo che Paolo Rossi avrebbe recitato a Domenica In se non fosse stato censurato.

E' per la quasi totalità un testo scritto da Pericle nel V secolo A.C., dico per la quasi totalità xkè la parte in rosso è stata aggiunta da Paolo Rossi .

Adesso ditemi voi se un testo scritto da un governante Ateniese più di due millenni fa possa essere censurato dalla nostra cara RAI

 

Ad Atene noi facciamo così (di Pericle)

Qui ad Atene noi facciamo così. 

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai
i meriti dell'eccellenza.

Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.

Qui ad Atene noi facciamo così.

La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l'uno dell'altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.

Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.

Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.

E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell'universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.

 
Qui ad Atene noi facciamo così.

 
Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.

Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.

Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.

Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell'Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.

Qui ad Atene noi facciamo così.

 
Paolo Rossi

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mercoledì, 30 gennaio 2008
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martedì, 29 gennaio 2008
Come se non bastasse guardate cosa c'è scritto sulle tovagliette del McDonald's!


tovaglia mac particolare tovaglia


E' bello dover mangiare su un foglio di carta dove c'è scritto " NON PER ALIMENTI "

Non per niente il loro simpatico motivetto dice : "SUCCEDE SOLO DA McDONALD'S!!!

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martedì, 29 gennaio 2008

McdonaldMcDonald's spende ogni anno oltre 1,8 miliardi di dollari in tutto il mondo in pubblicità e promozioni provando così a costruirsi l'immagine di una compagnia "verde" e "attenta" che è anche un posto divertente dove mangiare.
I bambini vengono attirati dentro (trascinandosi i genitori dietro di loro) con la promessa di giocattoli ed altri aggeggi. Ma dietro il sorriso sulla faccia di Ronald McDonald (il clown testimonial della McDonald's) si nasconde la verità - l'unico interesse di McDonald's è il denaro, trarre profitto da chiunque e dovunque si riesca a farlo, così come è per tutte le compagnie multinazionali.
Il Rapporto Annuale di McDonald's parla di "Dominazione Globale" - aspirano ad aprire negozi su negozi, sempre di più, in ogni angolo del mondo - ma la loro espansione su tutto il globo significa più uniformità, minore scelta e l'indebolimento delle comunità e delle culture locali.

                                                    Reclamizza cibo non salutare

McDonald's reclamizza il proprio cibo come "nutriente", ma la verità è che si tratta di cibo~truffa - ricco di grassi, zuccheri e sale, e povero di fibre e vitamine. Un'alimentazione di questo tipo è legata ad un alto rischio di malattie del cuore, cancro, diabete ed altre malattie. Il loro cibo contiene anche molti adittivi chimici, alcuni dei quali possono causare stati febbrili, ed iperattività nei bambini. Non dimenticare mai che la carne è la causa maggiore di tutti gli avvelenamenti da cibo. Nel 1991 McDonald's è stato responsabile di una serie di avvelenamenti da cibo in Gran Bretagna, nei quali la gente colpita soffrì di gravi insufficienze renali. Con i moderni metodi di allevamento intensivo, altre malattie - legate ai residui chimici o a pratiche non naturali - sono diventati un pericolo per tutti/e (come ad esempio la BSE - la malattia della "mucca pazza").

Sfrutta i lavoratori

I lavoratori dell'industria del fast food hanno paghe molto basse. McDonald's non paga straordinari anche quando i lavoratori ne fanno diverse ore. La pressione per realizzare sempre maggiori profitti fa si che siano assunti meno addetti di quelli necessari cosicchè quelli che ci sono devono lavorare sempe più velocemente e sempre più duramente. Come conseguenza, gli incidenti (particolarmente le ustioni) sono molto comuni. La maggior parte dei lavoratori/trici di McDonald's sono persone che hanno poche possibilità di trovare lavoro e sono costretti ad accettare questo tipo di sfruttamento, e oltretutto sono anche obbligati e obbligate a "sorridere"! Non è quindi una sorpresa che il ricambio del personale da McDonald's sia molto alto, questo fa si che si virtualmente impossibile sindacalizzarsi e lottare per migliori condizioni di lavoro, in più McDonald's si è sempre opposto ovunque alle organizzazioni dei lavoratori.

Deruba i poveri

Grandi aree di terra nei paesi poveri vengono deforestate per vendere il legno o per dare spazio agli allevamenti di bestiame o per coltivare i foraggi per nutrire gli animali che verranno mangiati nell'Occidente. Tutto questo viene fatto a danno delle risorse alimentari di questi paesi, tenuti in ostaggio tramite il debito dalla Banca Mondiale e dalle multinazionali. McDonald's pubblicizza e impone continuamente prodotti a base di carne (manzo, pollo etc.), spingendo la gente a mangiare carne troppo spesso, questo fa si che vengano distrutte enormi risorse per l'alimentazione mondiale. 7 milioni di tonellate di cereali producono solo 1 milione di tonnellate di carne e derivati. Con una alimentazione basata sui vegetali e con razionale utilizzo delle terre, ogni regione potrebbe essere autosufficiente per l'alimentazione.

Danneggia l'ambiente

Le foreste di tutto il mondo - sono vitali per tutte le specie di vita - vengono distrutte ad un ritmo spaventoso dalle società multinazionali. McDonald's alla fine è stato costretto ad ammettere di usare bovini allevati su terre dove erano state disboscate foreste pluviali, compromettendo la rigenerazione di queste. Considera anche che l'utilizzo di allevamenti da parte delle multinazionali spinge gli abitanti di quelle zone ad andarsene in altre aree e a tagliare ulteriori alberi. McDonald's è il più grande consumatore mondiale di carne bovina. Il metano emesso dagli allevamenti bovini per l'industria della carne è una delle maggiori cause del problema del "surriscaldamento della Terra". La moderna agricoltura intensiva si basa su un utilizzo pesante di prodotti chimici che stanno danneggiando l'ambiente.

Ogni anno McDonald's usa una inimmaginabile quantità di inutili confezioni di vari tipi, con un inutile spreco di carta, cartone e palstica che spesso hanno una durata di circa un minuto (dal bancone al tavolino), molte altre finiscono come sporcizia per strada.

Assassina gli animali

Il menù delle catene di rivenditori di hamburger si basa sulla tortura e l'uccisione di milioni di animali. La maggior parte provengono da alllevamenti intensivi, in cui le condizioni sono indescrivibili, il cannibalismo ed il trasformare animali erbivori in carnivori è la regola, gli animali non vanno mai all'aria aperta ed al sole e non hanno libertà di movimento, al contrario sono costretti in box che a malapena li contengono. Le loro morti sono barbare - "la macellazione senza agonie" è un mito. Noi abbiamo la possibilità di sceglier se mangiare o meno carne, ma i miliardi di animali uccisi ogni anno per l'industria del cibo e degli hamburger non hanno alcun tipo di scelta.

Censura e processo McLibel (McQuerela)

Le critiche a McDonald's sono arrivate da un gran numero di persone e di organizzazioni su diverse problematiche. A metà degli anni ottanta, London Greenpeace mise insieme molte di queste questioni e convocò una Giornata Mondiale di Azione contro McDonald's. Questa si tiene ogni 16 ottobre con picchettaggi e dimostrazioni che si tengono in tutto il mondo. McDonald's che spende una fortuna ogni anno in pubblicità, ha provato a zittire le critiche che arrivavano da tutto il mondo minacciando di intraprendere azioni legali contro chi protestava. Molti sono stati costretti a fare retromarcia perchè non avevano i soldi per sostenere una causa legale di questo tipo. Ma Helen Steel e Dave Morris, due militanti di London Greenpeace, hanno sostenuto una causa, il più lungo processo per calunnia mai svoltosi in alta corte in Gran Bretagna, dalla quale la McDonald's ne è uscita con un grande danno a livello di immagine. Non era disponibile la difesa d'ufficio così si sono difesi da soli. McDonald's messo alle corde in corte ha rifiutato di rivelare una grande quantità di documenti. Ai due ecologisti imputati è invece stato negato il diritto ad avere una giuria. A dispetto di tutte le carte accumulate contro di loro, Helen e Dave hanno rovesciato il tavolo esponendo la verità e portando al processo lo sporco business di McDonald's. Intanto continuano a crescere le proteste contro questo gigante del fast-food da 30 miliardi di dollari di fatturato ogni anno. E' importantissimo ribellarsi contro ogni intimidazione e difendere la libertà di parola.

Che cosa puoi fare

Insieme possiamo combattere contro le istituzioni e le persone ai posti di comando che dominano le nostre vite ed il nostro pianeta, e insieme possiamo creare una società senza sfruttati/e e senza sfruttamento. I lavoratori possono e debbono organizzarsi insieme per combattere per i loro diritti e la loro dignità.
La gente pone sempre più attenzione sull'alimentazione, nostra e dei bambini. Le popolazioni dei paesi poveri iniziano ad organizzarsi contro le banche e le multinazionali che dominano l'economia mondiale. Le proteste ambientaliste e le campagne per i diritti degli animali stanno nascendo e sviluppandosi dappertutto. Perchè non partecipare alla lotta per un mondo migliore. Parla con gli amici, le amiche, vicini e compagni di lavoro di questo problema.

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martedì, 29 gennaio 2008

giulianiSecondo la rivista nordamericana Harper’s, l’ex-sindaco di Nuova York è il candidato ideale per le mafie cubane di stanza a Miami. Lui punta tutto sulla Florida e la Bacardi lo sta direttamente finanziando.
La candidatura di Rudolph Giuliani, l’italo-statunitense ex sindaco di Nuova York e giudice integerrimo prima di entrare in politica, ha saltato tutte le primarie e caucus tenuti fino ad ora dal partito repubblicano e non si è ancora misurata con gli elettori. Molti analisti hanno avuto difficoltà a spiegare questa scelta insolita e rischiosa che vedrà debuttare Giuliani nelle primarie della Florida della prossima settimana, il 29 gennaio, dove la sua candidatura o prenderà il volo o fallirà.
Il motivo per il quale Giuliani sta concentrando tutti gli sforzi in Florida è che è lì dove ha trovato ottimi amici e finanziatori. Anzi, secondo Ken Silverstein di Harper’s, e nonostante Giuliani prima di entrare in politica abbia duramente combattuto come giudice proprio le mafie cubane, starebbe puntando tutto proprio sull’estrema destra cubano-statunitense. Il passato 3 gennaio, mentre i suoi avversari si contendevano l’Iowa, lui era a Miami a fare un discorso durissimo: “la miglior maniera di combattere i dittatori e i terroristi è con l’uso della forza”. Ad applaudirlo in prima fila c’era la famiglia Bacardi al gran completo.
Sulla sinistra storia della fabbrica di Rum Bacardi esistono innumerevoli testimonianze. Fin dalla Rivoluzione è documentata l’organicità dell’impresa Bacardi con il terrorismo anticubano, in casi di corruzione, finanziamento illegale e sulla capacità di questa di influenzare la politica cubana e latinoamericana dei governi statunitensi. Negli anni ’90, proprio mentre Giuliani combatteva la mafia cubana che oggi lo appoggia, furono gli avvocati della Bacardi a scrivere materialmente la legge che induriva l’embargo contro Cuba. Otto Reich, il primo responsabile per gli affari latinoamericani di George Bush, colui che teorizzò la necessità di “colpire l’asse del male latinoamericano” era un uomo della Bacardi.
Ufficialmente la famiglia Bacardi avrebbe versato appena 30.000 dollari a Giuliani, ma è una cifra irrisoria per sedersi in prima fila, soprattutto per essere i soldi che hanno convinto Giuliani a puntare tutto sulla Florida.


Gennaro Carotenuto
(22 gennaio 2008)

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martedì, 29 gennaio 2008

L'Avana, 11 novembre (PL) bacardi_color


Gruppi inglesi, spagnoli, belgi e colombiani di solidarietà con Cuba daranno inizio, nei prossimi giorni, ad un boicottaggio contro il rum Bacardi, definito come "il prodotto di un'organizzazione criminale".
Il colombiano Hernando Calvo Ospina - autore di un libro sull'impresa Bacardi, testo prossimamente in vendita anche in Europa ed America Latina - ha reso noti i retroscena di un accordo esistente tra l'impresa Bacardi, la CIA statunitense ed i gruppi anticastristi di Miami. "Bacardi non è cubano né nordamericano, però maneggia le leggi statunitensi a proprio piacimento", così si è espresso uno dei componenti la delegazione colombiana al II^ Incontro Mondiale dell'Amicizia e Solidarietà con Cuba, in svolgimento all'Avana proprio in questi giorni.
Calvo Ospina ha riferito che prima del trionfo rivoluzionario cubano del 1° gennaio 1959, la Bacardi era registrata come impresa delle Bahamas e che dopo il crollo della dittatura del generale Fulgencio Batista a Cuba, l'impresa ha solo finto di appoggiare le forze ribelli. "Quando la potente borghesia si è resa conto trattarsi di qualcosa di serio, si è spaventata e da quel momento Bacardi ha iniziato a collaborare con la CIA, i gruppi terroristici di Miami e addirittura con Cosa Nostra", ha aggiunto. Calvo Ospina ha anche accennato all'esistenza di documenti statunitensi che proverebbero il finanziamento offerto da Bacardi a Cosa Nostra per l'eliminazione di Fidel Castro e del suo primo vicepresidente, Raul Castro.
Quegli stessi testi, ha commentato, comproverebbero l'acquisto di aerei da utilizzare per aggressioni a Cuba, così come la diretta collaborazione dell'impresa con la CIA, con lo scopo di creare organizzazioni anticubane negli Stati Uniti. Durante gli anni '60, la Bacardi avrebbe finanziato organizzazioni terroristiche e nella decade seguente si sarebbe concentrata sul lavoro politico, creando una lobby anticastrista in territorio statunitense, ha poi proseguito il delegato sudamericano.
Tre componenti del direttivo Bacardi avrebbero assunto incarichi di primo piano nella FNCA - Fondazione Nazionale Cubano-Americana, creata dal governo Reagan, ha ricordato e denunciato Calvo Ospina. Dopo aver accusato la Bacardi di essere responsabile dell'ascesa politica di Jorge Mas Canosa, ha aggiunto che la FNCA deve molto all'impresa del rum - la FNCA, non va dimenticato, deve la sua triste notorietà anche ad azioni contro il Nicaragua sandinista ed in Angola. Bacardi, che ha sostenuto finanziariamente, diretto e redatto la Legge Helms-Burton - concepita per inasprire il blocco imposto da Washington a L'Avana da più di quaranta anni - oggi sarebbe impegnato nella ricerca di un maggior consenso nel tentativo di rendere ancora più pressante il controllo economico su Cuba, ha aggiunto Calvo Ospina.
Le parole del colombiano, che si sono spinte fino a denunciare l'origine del miele per la produzione del rum Bacardi, hanno finito con lo stimolare anche l'intervento del britannico Steve Wilson, che ha accusato l'impresa di sfruttare i lavoratori di Portorico, Messico e India. Il delegato britannico ha ricordato che la Bacardi ha anche cercato di intentare causa contro Cuba per l'utilizzo del conosciutissimo marchio mondiale Habana Club ed ha esortato agli oltre quattro mila partecipanti all'evento di Solidarietà ad unirsi alla campagna contro l'impresa del rum. "Vi chiedo di fare quanto nelle vostre possibilità per opporvi a Bacardi, uno dei principali ideatori della legge Helms-Burton ed in combutta con alcune organizzazioni terroristiche.
Tutti debbono sapere che quando bevono il rum Bacardi, stanno consumando il prodotto di un'organizzazione criminale", ha concluso.
Le critiche contro Bacardi hanno anche riguardato parte dei dibattiti della commissione che si interessava del blocco economico statunitense.

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lunedì, 28 gennaio 2008
rutelliSe dovessimo fare una rubrica giornaliera sulle "cazzate" che i politici italiani dicono ogni giorno a beneficio del teatrino mediatico della politica, dovremmo stare al computer 24 ore su 24. Ma ci sono alcune di queste esternazioni che proprio ti obbligano a rispondere per un elementare senso di giustizia.
Oggetto di questi interventi solitamente di ex comunisti o radicali pentiti, sono sempre più spesso nazioni come Cuba, il Venezuela e ora anche la Bolivia e l'Ecuador, colpevoli solo di aver scelto, ultimamente, un destino e un futuro diverso da quello loro concesso dagli Stati Uniti o dalle multinazionali occidentali. Una linea uguale a quella adottata anche dal Brasile, dall'Argentina, dall'Uruguay, ma messa in atto in modo più drastico e definitivo.
L'ultima di queste "cazzate" l'ha sparata il ministro dei Beni culturali del nostro paese, Francesco Rutelli che, in maturità, dopo una scapigliata gioventù con il radicale Pannella, si è scoperto in linea con la parte più intransigente della Chiesa, accanto alla radicale cattolica Binetti.
Lunedì 10 dicembre, in una intervista a "Repubblica", Rutelli, difendendo la decisione della Binetti stessa di sfiduciare il governo della coalizione di cui fa parte, non approvando un articolo del pacchetto sicurezza che stigmatizzava l'omofobia, ha dichiarato con supponenza: "Mobilitiamoci invece contro le condanne a morte di omosessuali nel mondo, da Cuba all'Iran".
Ora, per quanto riguarda l'Iran, la notizia è drammaticamente vera, ma per quanto riguarda Cuba, assolutamente falsa. E l'aver associato Cuba all'Iran fa solo capire quanto il desiderio di essere proni verso le politiche degli Stati Uniti, sconfini nel ridicolo per molti dei nostri disinvolti politici. Come nell'Italia degli anni '70 dove il professor Braibanti veniva condannato per plagio (un reato che non esiste) da un tribunale italiano perché aveva un rapporto omosessuale con un suo allievo, anche Cuba ha vissuto in quella stagione contraddittoria della sua storia un periodo di pregiudizio verso il problema. Ma se Rutelli avesse l'abitudine di informarsi quando pontifica, saprebbe che non solo quell'epoca è superata da tempo (come dieci anni fa dimostrò il film "Fragola e cioccolato" vincitore anche del festival dell'Avana) ma che addirittura, rispetto all'omosessualità e alla libertà di praticarla, a Cuba c'è un approccio molto più liberale rispetto alla società italiana.
Il Parlamento cubano ha recentemente varato una legge che consentirà ai transessuali di cambiare sesso. E come tutta la sanità, anche l'operazione chirurgica e l'assistenza psicologica sono gratuite. Si sta inoltre cominciando a discutere sull'opportunità di legalizzare i matrimoni gay, ma soprattutto le unioni consensuali che, anche fra le coppie eterosessuali, considerate le tradizioni e le abitudini della gente, sono molto più frequenti. Il cambio d'identità sui documenti, inoltre, è da tempo possibile.
Infine, sempre perchè il nostro ministro della Cultura non ne "spari" un'altra a breve, gli ricordiamo che Cuba, per anni, ha rispettato la moratoria sulla pena di morte, mentre il boia, negli Stati Uniti, non si fermava. Purtroppo la Rivoluzione ha interrotto questa meritoria scelta una volta, quando nel 2003, tre dirottamenti aerei e l'assalto ai turisti di un ferry boat della baia dell'Avana da parte di un gruppo che voleva sequestrare l'imbarcazione per andare a Miami, fece intendere al governo che era in atto l'ennesimo tentativo degli Stati Uniti di farla finita con la Rivoluzione. Tre del gruppo dei sequestratori furono fucilati. Da allora, però, la moratoria sulla pena di morte è stata nuovamente rispettata fino ai giorni nostri.
E' sufficiente che Rutelli, prima di parlare su questi argomenti, chieda informazioni a Amnesty International che nell'ultimo rapporto sui diritti umani, dedica nove pagine agli Stati Uniti e tre a Cuba.

di GIANNI MINÀ.
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